Giunta di Verona spaccata sulla Marangona, le ragioni del gruppo di Bertucco

Si è consumata ieri la spaccatura annunciata nella giunta del Comune di Verona sull’accordo di programma tra Consorzio Zai, Comune e Provincia per lo sviluppo del comparto Marangona. La giunta ha dato il via libera all'accordo, che dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale, ma l’assessore Michele Bertucco ha espresso la sua contrarietà al riguardo, già annunciata ampiamente. Gli altri membri della…

Si è consumata ieri la spaccatura annunciata nella giunta del Comune di Verona sull’accordo di programma tra Consorzio Zai, Comune e Provincia per lo sviluppo del comparto Marangona. La giunta ha dato il via libera all’accordo, che dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale, ma l’assessore Michele Bertucco ha espresso la sua contrarietà al riguardo, già annunciata ampiamente.

Gli altri membri della giunta, compatti, hanno chiesto a Bertucco di trarre le proprie conclusioni e il sindaco Damiano Tommasi ha registrato: «È ovvio che quanto accaduto oggi in Giunta apre una fase politica, oltre il merito della delibera stessa, di riflessione in cui ognuno si prenderà le proprie responsabilità».

Bertucco è il leader del gruppo civico “In Comune per Verona”, legato a Sinistra Italiana, che oltre al suo posto di assessore, conta un seggio in consiglio comunale, quello di Jessica Cugini.

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Luca Perini di Sinistra Italiana e Jessica Cugini di “In Comune per Verona” hanno diffuso un comunicato per spiegare la posizione del gruppo al momento. Lo completo più in basso.

In particolare si rivendica un «“No” che rispetta gli accordi programmatici» e si chiede «una urgente e approfondita verifica programmatica, aperta alla Giunta, alla maggioranza, a tutte le forze politiche di RETE! ai Tavoli di lavoro e alle organizzazioni sociali in merito alle diverse tematiche che, come Coalizione, dovremo affrontare nei prossimi mesi». Si accusa infatti che con questo accordo di programma sulla Marangona «si è contravvenuto agli accordi elettorali».

La spaccatura non è quindi definitiva e irreversibile, seppure la situazione sia evidentemente critica. Il gruppo di Bertucco tiene una porta aperta alla discussione, anche se conferma il voto negativo in Consiglio comunale (previsto per la settimana prossima).

Le richieste di In Comune per Verona sembrano però essere lontane dalla possibilità: «Ci permettiamo, sin da ora, di invitare tutte e tutti le/gli consigliere/i a chiedere la decadenza dell’accordo di programma, per svolgere un’ampia discussione, richiesta da diverse compagini dell’area progressista e dalle associazioni ambientaliste veronesi».

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Jessica Cugini in consiglio comunale
La consigliera Jessica Cugini (In Comune per Verona) in consiglio comunale

Il comunicato di “In Comune per Verona” e Sinistra Italiana

Di seguito il comunicato datato oggi, 26 giugno, e firmato da Luca Perini per Sinistra Italiana e dalla consigliera comunale Jessica Cugini di In Comune per Verona.

«Con ieri siamo dunque arrivati al giorno della delibera in Giunta. Giorno atteso, dopo aver  sostenuto da tempo che, sul tema Marangona, fosse necessario tenere un momento di  ampia e approfondita discussione in città. In tale senso andavano le nostre proposte, i comunicati, e l’assemblea pubblica dello scorso sabato.

Ancor prima di venire a conoscenza dello svolgimento della Conferenza dei servizi e della  relativa firma dell’accordo di programma da parte di Comune, Provincia e Consorzio Zai avevamo richiesto un incontro di confronto all’interno di RETE, l’insieme di tutte le forze politiche che hanno elaborato e controfirmato il programma elettorale.  Ancor prima che la delibera arrivasse in Giunta abbiamo chiesto di poter incontrare il  sindaco e deciso di svolgere un’assemblea pubblica (momento in cui abbiamo  apprezzato la volontà di Damiano Tommasi a voler esser presente), chiedendo, in entrambe  le occasioni, un rinvio della delibera, una riscrittura dell’accordo, che crediamo non si  debba ratificare il 10 luglio, e soprattutto una modifica della scheda norma. Abbiamo chiesto insomma un tempo per un maggior approfondimento e dibattito con chi  consideriamo essere i veri stakeholder dell’amministrazione: le cittadine e i cittadini. Tale richiesta, purtroppo, non è stata accolta.

Pertanto, come preannunciato, in Giunta, l’assessore Michele Bertucco ha voluto/dovuto  coerentemente votare contro. Ora si andrà in Consiglio. 

Registriamo con preoccupazione che con la proposta sulla Marangona, di fatto, si è contravvenuto agli accordi elettorali, ossia alla Carta Costituente delle forze di  maggioranza di centrosinistra e del patto con i/le cittadini/cittadine veronesi. Temiamo possa accadere la stessa cosa anche su altri temi: da Ca’ del Bue al Nassar, alle deroghe  urbanistiche. 

Ci siamo sempre espressi/espresse pubblicamente, perché la politica è, in primo luogo,  servizio e rappresentanza, responsabilità delle scelte e coerenza. 

Crediamo, quindi, di aver contribuito a innescare un dibattito pubblico necessario in Città. Sul tema Marangona a oggi non è stata svolta alcuna discussione a livello di RETE!, contrariamente a quanto espresso dal Pd in una nota. Ci sono stati incontri di maggioranza in cui varie sono state le note discordanti all’interno di chi oggi siede in Consiglio. Se di “narrazione distorta” (parole riportate da Traguardi) si vuole parlare, si deve far riferimento all’approvazione di una scheda norma uguale a quella dell’amministrazione Sboarina, presentata come un invisibile cambiamento che determinerà, o con questa Amministrazione o con le prossime, una reale ed effettiva possibilità di cementificare i 5/6  di un’area di 1,5 milioni di metri quadri, un’area più grande della Città antica. Con la massima chiarezza vogliamo ribadire che l’inserimento di alcune osservazioni  nella delibera risulta privo di qualunque valore vincolante. La delibera, ricordiamo,  impegna esclusivamente il Comune di Verona, non certo gli altri soggetti (Consorzio ZAI e  Provincia) che devono concorrere alle scelte.

Gli unici elementi vincolanti, su cui il Consiglio sarà chiamato a esprimersi, sono la  scheda norma e l’accordo di programma. Questo, e solo questo, sarà quel che resterà  negli anni a venire.

Come Sinistra Italiana e In Comune per Verona, anche in questa scelta ci atteniamo al  programma elettorale, che è molto chiaro nel dire NO al consumo di suolo e SÌ a una  rigenerazione della ZAI: in Giunta è stato ribadito il NO al progetto Marangona e la stessa  linea verrà mantenuta in Consiglio.

Ci permettiamo, sin da ora, di invitare tutte e tutti le/gli consigliere/i a chiedere la  decadenza dell’accordo di programma, per svolgere un’ampia discussione, richiesta  da diverse compagini dell’area progressista e dalle associazioni ambientaliste veronesi.

Come forze ambientaliste, civiche e di sinistra ci sentiamo di condividere i presupposti e  principi fondanti della carta costituente programmatica basata sulla visione di un modello di  città diverso dalle Amministrazioni precedenti di centrodestra.

Abbiamo vinto le elezioni sulla base di un progetto unitario e partecipato, con tavoli di lavoro  e ascolto attivo della cittadinanza, indicando con chiarezza la via del cambiamento rispetto  ai disastri delle destre degli ultimi quindici anni; un cambiamento non di facciata, ma in grado  di andare alla radice delle questioni, mettendo in primo piano il bene comune, l’interesse  pubblico (a partire dalle fasce più fragili della popolazione e dall’ambiente sempre più  violentato) e il contrasto agli interessi speculativi e agli appetiti mafiosi che hanno già  cannibalizzato pezzi interi della Città (dalle aree edificabili fino a Enti e aziende).

In nome di questo impegno assunto nel 2022, va ora rilanciato con forza il nostro programma  elettorale, riconvocando i Tavoli di lavoro e l’intera Coalizione. Crediamo che la strada da  percorrere sia quella di promuovere una urgente e approfondita verifica programmatica,  aperta alla Giunta, alla maggioranza, a tutte le forze politiche di RETE! ai Tavoli di  lavoro e alle organizzazioni sociali in merito alle diverse tematiche che, come  Coalizione, dovremo affrontare nei prossimi mesi.  Il nostro è un appello a imboccare senza incertezze o ambiguità la strada del cambiamento,  che non può restare parola vuota ma deve essere riempita di contenuti, a partire da quelli  presenti nel Programma dei Tavoli di RETE!, rispetto al quale noi continuiamo, e invitiamo  tutti e tutte, a essere coesi, coerenti e conseguenti».

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