Marangona, Bertucco prende posizione e chiede un ripensamento

Scricchiolii nell’amministrazione Tommasi sulla pianificazione nell’area a sud-est di Verona. L’assessore Michele Bertucco chiede un incontro al sindaco per esporre i dubbi.

Michele Bertucco bilancio Verona
Michele Bertucco, assessore al Bilancio del Comune di Verona

Dopo il botta e risposta fra Comune di Verona e associazioni ambientaliste sullo sviluppo della Marangona, arriva all’Amministrazione Tommasi una critica interna. L’assessore al Bilancio Michele Bertucco, insieme alla consigliera della sua lista “In Comune per Verona” Jessica Cugini e a Luca Perini di Sinistra Italiana Verona chiedono un incontro al sindaco per discutere della procedura che darebbe il via alla trasformazione della grande area a sud est della città.

Un mese fa la giunta ha preso atto dello schema Accordo di Programma tra Comune, Consorzio Zai e Provincia che da’ attuazione alla pianificazione della vasta area in parte di proprietà del Consorzio Zai, un triangolo di circa 1 milione 500 metri quadrati a sud est del Comune e compreso tra l’autostrada Milano-Venezia (A4), la ferrovia Bologna-Verona e la ferrovia Verona-Mantova.

Un comparto che gli strumenti urbanistici regionali avevano destinato sin dal 2006 all’innovazione tecnologica e alla ricerca scientifica, in previsione dell’espansione del Quadrante Europa, grazie anche alla sua posizione strategica, potendo essere immediatamente collegato con la stazione ferroviaria, il sistema autostradale ed altre aree, quali l’Interporto Quadrante Europa, l’Aeroporto e la Fiera.

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«Destinazioni che vengono rispettate nell’accordo di programma con cui si approva la variante urbanistica necessaria alla trasformazione edificatoria della Marangona, dagli ambiti di intervento alla viabilità, dal verde alle piste ciclabili» spiegava la nota di Palazzo Barbieri del mese scorso.

«Nella variante urbanistica sono inseriti i cinque ambiti di intervento, l’indice di edificabilità territoriale, le destinazioni d’uso conformi al PAQE, le altezze massime degli edifici, la densità arborea e arbustiva, le superfici minime da destinare a città pubblica (15 per cento dell’intero comparto della Marangona) e a verde e servizi (40 per cento degli ambiti unitari di intervento). Introduce inoltre un progetto di sistema pubblico costituito dalla viabilità di distribuzione interna all’area della Marangona e dal percorso ciclo-pedonale verde formato in parte dalla cintura dei forti limitrofi, forte Azzano e forte Gisella».

Dei cinque ambiti di intervento il primo ad essere realizzato sarà quello di Corte Alberti, un’area di circa 170mila metri quadrati in cui sorgerà un centro per l’attività produttiva e logistica distributiva, in conformità a quanto previsto dalla scheda norma e dal PAQE.

«Nell’unico dei cinque settori in cui è suddivisa l’area della Marangona nel quale si può da subito operare, corte Alberti, saranno realizzati magazzini tradizionali. Altro che innovazione!» è però la reazione dell’assessore Bertucco, della consigliera Cugini e di Perini.

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Marangona

Le critiche di Bertucco, Cugini e Sinistra Italiana

«Siamo arrivati, dunque, al momento decisivo, e crediamo sia necessario e opportuno, in questa fase che precede la seduta del Consiglio comunale, tenere un momento di ampia ed approfondita discussione in città. Il Consiglio e la Giunta sono i luoghi centrali in cui svolgere, senza riserve o posizioni precostituite, questa discussione. Inoltre, le associazioni ambientaliste si sono espresse con ampie e dettagliate criticità rispetto al progetto e le loro istanze devono essere tenute in considerazione nelle scelte» scrivono in un comunicato gli esponenti di In Comune per Verona e Sinistra Italiana.

«L’intera vicenda costituisce la cartina di tornasole del futuro che immaginiamo per la nostra città. Verona, secondo i più aggiornati dati Ispra, è la seconda provincia per consumo di suolo in Veneto che, a sua volta, è la seconda Regione in Italia in questa speciale classifica. Come noto, cemento significa impermeabilizzazione del terreno, e dunque una maggiore vulnerabilità rispetto agli eventi atmosferici sempre più estremi che caratterizzano il nostro presente e il nostro futuro. Ignorarlo sarebbe colpevole: qualunque progetto e qualunque discussione sulla Città devono partire dal bilancio ambientale delle scelte che si intendono compiere» continuano.

Jessica Cugini
Jessica Cugini

«Nell’accordo di programma proposto dal Consorzio Zai la costruzione di nuovi magazzini sull’area Alberti viene definita di interesse della Zai, partecipata da tre enti pubblici (Comune, Provincia e Camera di Commercio), e del Comune di Verona senza spiegare perché, dal momento che si tratta di normali magazzini di terzi privati. Per le altre aree della Marangona, nella scheda tecnica urbanistica mancano precisazioni: l’effetto complessivo dell’operazione sarà, dunque, quello di accrescere la discrezionalità del Consorzio Zai, guidato da Gasparato, consegnando di fatto nelle sue mani l’area della Marangona e consentendogli di cementificare a volontà anche senza innovazioni, come ha fatto finora. Il Consorzio ZAI, del resto, oggi assomiglia a una società immobiliare, peraltro dai costi di struttura elevatissimi (a partire dai compensi ai consiglieri), lontana dai suoi compiti e dallo sviluppo delle attività produttive nell’interesse della città».

«A fronte di quella che si prospetta come una maxioperazione di cementificazione si valutino davvero le alternative, a partire dal recupero delle aree già cementificate da riqualificare con attività più innovative per lo sviluppo della città, incentivandone la trasformazione, con un piano di ammodernamento sostenibile ed ecologico come già fatto in altro Paesi europei. Il compito di questa amministrazione di centrosinistra è quello di realizzare il programma di cambiamento e di alternativa in netta discontinuità rispetto al passato: il futuro della Marangona può e deve essere immaginato a partire dai bisogni di una Città soffocata dall’inquinamento e dal cemento».

«Come Sinistra Italiana e In Comune per Verona è da tempo che seguiamo la vicenda: nel Luglio 2023 Sinistra Italiana ha presentato delle osservazioni, individuando di fatto dei percorsi alternativi. Per questo abbiamo avanzato l’ipotesi che in quell’area, nel rispetto della sua vocazione e della sua destinazione, si realizzi il primo grande parco agro-urbano della Città, da mettere in rete con un sistema del verde, di assoluta necessità a Verona».

«Come Sinistra Italiana e lista civica abbiamo chiesto un incontro al Sindaco per discutere di tutto questo: crediamo che la scelta migliore per la Città sia quella di utilizzare il tempo che ci porterà alla seduta del Consiglio comunale per ripensare a fondo questo progetto e aprire una discussione vera con tutte le realtà coinvolte, in nome di quell’urbanistica partecipata su cui abbiamo vinto le elezioni» concludono Bertucco, Cugini e Perini.

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