La borsa di studio “Michele Pighi” è ormai internazionale: consegnata a Parigi
La borsa di studio intitolata al docente associato dell’università di Verona, Michele Pighi, è stata assegnata lo scorso 14 giugno a Parigi. Il vincitore è Ryota Kakizaki, un dottorando di ricerca giapponese dell’università di Berna, premiato la sua tesi “Frequency and rate o clinically silent plaque ruptures in non-infarct related coronary arteries”.
Il riconoscimento intitolato “Michel Pighi Young Investigator Award” è stato consegnato in occasione l’ultima edizione dell’EuroPCR, il congresso internazionale di riferimento per la medicina interventistica cardiovascolare.
Michele Pighi, cardiologo e docente associato dell’università di Verona, è scomparso a soli 39 anni a causa di un incidente stradale il 30 settembre 2022. Il reparto di Cardiologia dell’ospedale di Borgo Trento resta la “grande famiglia” di Michele Pighi.
La memoria del cardiologo viene onorata dall’intero reparto e dal primario dell’Unità operativa, Flavio Ribichini: «Questo premio vuole essere una occasione per il futuro di medici che si siano distinti per l’eccellenza e potenzialità dei loro studi. Vogliamo condividere il ricordo di Michele con la comunità cardiologica internazionale», commenta il primario.

Si ricorda che la borsa di studio internazionale dedicata a “Michele Pighi” è stata recentemente istituita in aggiunta alla già esistente borsa di studio locale, la quale premia gli specializzandi della scuola di Cardiologia dell’università di Verona, diretta da Ribichini e giunta alla sua seconda edizione. L’obiettivo di queste raccolte fondi, da destinare alla formazione di giovani cardiologi, non è solo didattico, ma desiderano replicare l’impegno negli studi e nel servizio ai pazienti che hanno caratterizzato la figura di Michele Pighi.
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«Questo premio consentirà alle giovani cardiologhe e cardiologi di mettere in gioco le loro capacità e far fruttare gli studi fatti. Grazie alla borsa di studio, Ryota Kakizaki che si è aggiudicato il premio con la tesi “Frequency and rate o clinically silent plaque ruptures in non-infarct related coronary arteries” avrà l’opportunità di lavorare in una delle migliori strutture ospedaliere d’Europa», conclude Flavio Ribichini.
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