Rivendicato l’attacco hacker all’Aoui: nessun riscatto

Secondo quanto riporta Red Hot Cyber, rivista online che tratta di tecnologia e di sicurezza informatica, la banda di hacker "Rhysida" avrebbe rivendicato l'attacco informatico all'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. Avvenuto fra 22 e 23 ottobre, l'attacco ha causato gravi disservizi nell'azienda, che sono stati risolti nel giro di alcuni giorni. Gli hacker metterebbero…

Secondo quanto riporta Red Hot Cyber, rivista online che tratta di tecnologia e di sicurezza informatica, la banda di hacker “Rhysida” avrebbe rivendicato l’attacco informatico all’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. Avvenuto fra 22 e 23 ottobre, l’attacco ha causato gravi disservizi nell’azienda, che sono stati risolti nel giro di alcuni giorni.

Gli hacker metterebbero in vendita i dati dell’Aoui per 10 bitcoin (corrispondenti a poco meno di 350mila euro). Chi acquista sarebbe l’unico proprietario, quindi suona anche come un riscatto. Una settimana di tempo. Secondo Red Hot Cyber gli hacker avrebbero anche mostrato sui loro canali alcuni esempi dei dati in loro possesso.

Il gruppo di criminali informatici in questione in questione, Rhysida, è ben noto nel settore per altri attacchi simili a istituzioni di varie parti del mondo.

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Uno screen del post degli hacker di Rhysida diffuso dalla rivista di settore Red Hot Cyber
Uno screen del post degli hacker di Rhysida diffuso dalla rivista di settore Red Hot Cyber

L’Azienda ospedaliera: nessun riscatto e circoscritta fuoriuscita di file

«In merito alla rivendicazione dell’attacco hacker apparsa oggi, si comunica che Aoui non prenderà in alcuna considerazione richieste di riscatto da parte dei criminali informatici» dice la nota ufficiale dell’Azienda ospedaliera.

«Si conferma peraltro quanto già riferito il 23 ottobre, ovvero che non c’è stata perdita di dati anche grazie all’entrata in funzione del Sio, ma, a quanto al momento noto, una circoscritta fuoriuscita di file».

«Qualsiasi altra ipotesi è al momento prematura posto che Polizia Postale, Magistratura e Azienda ospedaliera, in costante contatto con la Regione, sono impegnate, ciascuna per le proprie competenze, per valutare la notizia fatta circolare oggi. Nel frattempo, sono state intraprese tutte le azioni legali atte a tutelare l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e i suoi pazienti».

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