Governo Meloni, Maschio: «Molti progressi». Martella: «Gestione inefficace»
Nel corso dell’ultima puntata di Squadra che vince, il direttore di Verona Network Matteo Scolari ha ripercorso le tappe principali del governo Meloni, che il 25 settembre festeggerà un anno dall’elezione (nonostante l’inizio ufficiale della carica sia il 22 ottobre), mettendo a confronto maggioranza e minoranza. In collegamento con Radio Adige TV, infatti, gli onorevoli Ciro Maschio e Andrea Martella.
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Governo Meloni, Maschio: «Non abbiamo la bacchetta magica, ma i progressi ci sono»
Ciro Maschio, presidente Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati ha tracciato un bilancio del primo anno di governo Meloni. Maschio si ritiene soddisfatto dei traguardi raggiunti, nonostante riconosca che ci siano ancora punti su cui bisogna lavorare siano.
«Sicuramente Giorgia Meloni e il governo di centrodestra si stanno impegnando al massimo per affrontare le emergenze ereditate. Ci sono risultati già raggiunti e problemi che ancora stiamo affrontando. In un anno servirebbe la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi, ma ci stiamo lavorando. Sull’economia ci sono segnali evidenti».
«L’Italia cresce a un ritmo superiore rispetto alla media europea e i dati sull’occupazione sono tra i migliori degli ultimi anni. Abbiamo affrontato tempestivamente l’emergenza energetica: quando si è insediato il governo eravamo infatti in piena crisi e abbiamo lavorato per abbattere i costi delle bollette. L’inflazione è ancora molto alta e la situazione non è risolta, abbiamo però già stanziato delle risorse per le famiglie in difficoltà. Ancora molto è in agenda per intervenire sul caro prezzi. Ci sono poi tanti altri temi su cui siamo intervenuti, come la riforma del fisco e l’abolizione del reddito di cittadinanza in favore di nuove politiche del lavoro».
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Migranti, Martella: «Gestione inefficace perché Meloni è amica di Polonia e Ungheria»
Andrea Martella, senatore del Partito Democratico, è invece intervenuto in rappresentanza delle opposizioni, presentando le criticità del governo Meloni, in particolare in ambito sanitario e di flussi migratori.
«Il mio è un giudizio negativo, basato su dati oggettivi e sulla realtà della cose. Anche Meloni ha imparato quanto il governo sia più complesso e duro della propaganda. Siamo in un momento complesso che pesa sulla vita delle imprese e una politica migratoria che sta fallendo. Immagino cos’avrebbero detto Meloni e Salvini se non fossero stati loro al governo. Ci troviamo di fronte a una situazione in cui la sanità sta crollando e non riesce più a dare delle risposte concrete. Il rischio è che molti cittadini veneti dovranno scegliere di non curarsi o di trovare autonomamente delle risorse per curarsi privatamente».
«Il governo è andato in difficoltà sulla politica migratoria perché in Europa è alleato con paesi come Polonia e Ungheria, contrari a una gestione comunitaria dei flussi migratori. Se questi hanno posizioni antieuropee è difficile che Francia e Germania siano vicini al nostro Paese. Salvini poi si è alleato con LePen e questo mette ancora più in difficoltà la collocazione del nostro Paese. La confusione è grande e questo non aiuta nell’efficacia di un governo».
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