Bovolone: aggredì il suo medico di base, 29enne ai domiciliari
La mattina di mercoledì 9 agosto 2023, a Bovolone, i Carabinieri hanno eseguito un provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Verona con cui è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari di un 29enne di origine tunisina, sposato con un’italiana, in seguito a numerosi episodi violenti che lo hanno visto protagonista negli ultimi mesi in Verona e provincia
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Fra questi in particolare spicca l’aggressione – avvenuta lo scorso marzo, a Bovolone – ai danni del medico di famiglia Berhane Tesfai. L’uomo si era recato all’ambulatorio con la moglie, per un consulto. Il medico, nella circostanza, accusato di non essere sufficientemente disponibile, è stato aggredito prima verbalmente e poi fisicamente, e costretto a rifugiarsi nell’appartamento dei vicini, dove comunque l’aggressore lo ha poi raggiunto e strattonato fuori.
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Una volta in cortile lo ha fatto cadere violentemente sulla gamba, causandogli la rottura del tendine quadricipite della gamba, giudicata guaribile in oltre 20 giorni.
I numerosi episodi di cui l’aggressore si è reso protagonista, segnalati dalla Stazione Carabinieri di Bovolone e anche da altri organi di polizia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona, hanno quindi portato all’emissione del provvedimento cautelare.
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Solidarietà al medico aggredito
Solidarietà al medico di medicina generale aggredito a Bovolone da parte dell’Ordine dei Medici di Verona e dalla Fimmg, organizzazione sindacale dei medici di medicina generale, era stata espressa già a marzo, quando avvenne il fatto.
«A nome del Consiglio dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Verona, esprimo la massima vicinanza e solidarietà al collega dottor Berhane Tesfai aggredito da due utenti nel suo ambulatorio di medicina generale a Bovolone» scrive Carlo Rugiu, Presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Verona.
«Un atto vile e ingiustificabile che condanniamo con fermezza. Per le circostanze in cui si è verificato, questo episodio incute un senso profondo di smarrimento. Pertanto confidiamo nelle forze dell’ordine, affinché facciano luce sulla vicenda, così da tutelare tutti gli operatori sanitari dagli episodi di violenza fisica e verbale accaduti in questi ultimi tempi, e auspichiamo che possa ristabilirsi al più presto quell’atmosfera di umanità e collaborazione che da sempre caratterizza il rapporto tra i sanitari e i loro pazienti» conclude Rugiu.
Un commento simile arriva anche dalla Fimmg di Verona: «Rimaniamo profondamente addolorati e indignati per l’aggressione subita dal dottor Berhane Tesfai, medico di famiglia a Bovolone. La medicina di famiglia è ascolto, comprensione e cura, lavoriamo instancabilmente nell’interesse pieno dei nostri pazienti ma per offese, minacce, insulti, intimidazioni e aggressioni fisiche non c’è posto nei nostri ambulatori! L’attacco subito dal dottor Tesfai è inaccettabile e intollerabile, ennesimo campanello d’allarme di una situazione divenuta ormai insostenibile».
«Tutti gli operatori sanitari devono sentirsi sicuri nel loro ambiente di lavoro, questo attacco è un triste promemoria del fatto che dobbiamo fare di più per proteggere medici ed operatori sanitari che instancabilmente si dedicano alla cura degli altri. Con la speranza che le autorità facciano il possibile affinché venga fatta giustizia su questa triste vicenda, Fimmg Verona si stringe al dottor Tesfai e tutti gli operatori sanitari vittime di violenza, rinnovando loro sostegno e gratitudine per il lavoro impegnativo e prezioso che svolgono ogni giorno».
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