Autonomia, Borchia: «Spiace per dimissioni, ma si va avanti»

Il commento di Borchia (Lega) sull'iter per l'autonomia differenziata «Stupisce, ma fino a un certo punto, la scelta di 4 dei 62 esperti che hanno presentato le dimissioni dal Clep. Sono venuti meno ad un impegno assunto non con la Lega, ci mancherebbe, ma con i cittadini per garantire loro un miglioramento dei diritti civili…

Il commento di Borchia (Lega) sull’iter per l’autonomia differenziata

«Stupisce, ma fino a un certo punto, la scelta di 4 dei 62 esperti che hanno presentato le dimissioni dal Clep. Sono venuti meno ad un impegno assunto non con la Lega, ci mancherebbe, ma con i cittadini per garantire loro un miglioramento dei diritti civili e sociali. Se non erano in linea con le forti aspirazioni autonomiste dei veneti, hanno fatto bene a fare un passo indietro». Così Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega di Verona ed eurodeputato.

Il riferimento è alle dimissioni deli ex presidenti della Corte Costituzionale Giuliano Amato e Franco Gallo, dell’ex presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno e dell’ex ministro della Funzione pubblica Franco Bassanini dal Comitato incaricato di definire i Livelli essenziali delle prestazioni nell’ambito dell’autonomia differenziata. Hanno sollevato preoccupazioni sui costi dei LEP e sul limitato ruolo del Parlamento nella loro determinazione.

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Continua Borchia: «L’auspicio resta che il gesto dei dimissionari, molto probabilmente refrattari alla modernizzazione dello Stato, non abbia un risvolto prettamente politico anche se la sinistra, come in Veneto, ha già strumentalizzato il fatto chiedendo al governo di fermare un processo inarrestabile».

«Rispondo ad alcuni esponenti del Pd veneto con le parole più che autorevoli del ministro Roberto Calderoli: ‘Il governo va avanti. Assicuro che il progetto dell’Autonomia differenziata non subirà alcuno stop. Per la prima volta da 22 anni finalmente si risolve il tema cruciale dei Lep che interessa lo Stato, le Regioni, ogni ente locale e soprattutto i cittadini. Porteremo a casa questo risultato di civiltà’. Lo faremo – conclude Borchia – perché ce l’ha chiesto il popolo veneto attraverso un referendum democratico e dandoci mandato pieno in Regione e in Parlamento. La sinistra, autonomista in Veneto solo sotto elezioni, se ne faccia una ragione».

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