Caso Questura, lanciata la manifestazione contro gli abusi
Annunciata da un gruppo di associazioni una manifestazione a Verona per dire «Basta abusi in divisa», in riferimento al recente caso esploso nella Questura scaligera, con gli arresti per cinque poliziotti, con accuse di tortura e abuso d’ufficio, e indagini su altri.
La manifestazione sarà il prossimo sabato 24 giugno alle 14, con corteo da piazza Bra a Santa Toscana (zona porta Vescovo).
«Da tempo, molte associazioni e organizzazioni veronesi denunciano e sono a conoscenza delle pratiche violente e discriminatorie delle forze di polizia» rivendicano gli organizzatori, che sono Assemblea 17 dicembre/Verona Città Aperta, Circolo Pink LGBTE Verona, Infospazio 161, ADL Verona, Laboratorio Autogestito Paratod@s, Rifondazione Comunista Verona, Osservatorio Migranti Verona, Non Una di Meno Verona. «Sono violenze che riguardano tutte e tutti, non solo le persone migranti».
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Questa mattina davanti alla Questura hanno presentato la manifestazione e le sue motivazioni: «La gravità di questi eventi ci spinge a pretendere un necessario e radicale ripensamento della funzione e delle pratiche delle cosiddette “forze dell’ordine” e dei controlli a cui devono essere sottoposte per garantire il rispetto dei diritti di tutte e tutti».
«La violenza delle forze dell’ordine, infatti, non si manifesta soltanto negli atti brutali ed eclatanti denunciati in queste settimane. L’odissea di chi richiede i documenti necessari per vivere e lavorare regolarmente nel bel Paese, le file interminabili e i tempi di attesa per un appuntamento, i controlli a tappeto, e le foto segnalazioni indiscriminate, nei confronti di migliaia di minorenni davanti alla Gran Guardia per opera della polizia locale, mettono in scena ogni giorno le criticità di un mondo che non ha mele marce, ma un frutteto malato» aggiungono gli organizzatori.
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«Numeri identificativi e bodycam sono quindi strumenti indispensabili per tutelare i diritti delle persone a non subire vessazioni da parte delle forze dell’ordine. Ma non sono sufficienti a cambiare il quadro in cui si inseriscono queste violenze. Abbiamo bisogno di una commissione esterna e indipendente per raccogliere le denunce di chi vi incorre; abbiamo bisogno di figure di intermediazione all’interno dei processi di accoglienza migranti; ma soprattutto va ripensato il ruolo delle forze dell’ordine nella gestione del territorio, dei suoi margini e di chi li abita. Fin troppo spesso esse colmano la mancanza di politiche e interventi sociali. Si danno risposte autoritarie a situazioni che meriterebbero attenzioni ben diverse, di inclusione, sostegno economico e psicologico».
«Per tutti questi motivi lanciamo una manifestazione il 24 giugno che possa fare luce, attraverso voci e testimonianze differenti, sugli abusi che vengono perpetrati fuori e dentro le istituzioni, passando dalle questure alle carceri, dai centri accoglienza ai cpr, dai fermi di polizia nelle strade alle repressioni verso chi non rimane indifferente ed esprime il proprio dissenso verso pratiche che opprimono e umiliano. Vogliamo ripensare un modo diverso di intendere il controllo e la sicurezza di una città a partire da chi dichiara di volerla proteggere» concludono.
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