Clivense, il meglio Deve ancora venire
Tuttocampo minuto per minuto è lo spazio riservato al calcio dilettantistico veronese e alle squadre che hanno “superato l’esame” per la promozione alla categoria successiva. Nei nostri studi, a inaugurare il nuovo format, FC Clivense, neopromossa in serie D, con il presidente Sergio Pellissier e il vicepresidente Enzo Zanin.
Cosa provi, a distanza di settimane, riguardando le foto dei festeggiamenti per la promozione in Serie D?
Sergio Pellissier: Sono momenti emozionanti: aspetti momenti come questo dall’inizio dell’anno. Giocarsi in casa la vittoria e poter festeggiare con i nostri tifosi è veramente emozionante.
Il vostro è stato un risultato netto sul campo in casa con una giornata di anticipo, quindi avete avuto modo di festeggiarla anche più a lungo…
SP: Devo dire che il fatto che avessero bloccato il campionato per farci giocare il recupero sapevamo che sarebbe stato pesante mentalmente. Ne abbiamo parlato con i ragazzi e siamo arrivati alla conclusione che se avessimo giocato bene questo recupero avremmo potuto festeggiare con i nostri tifosi, e a casa nostra. Questa era la cosa positiva, su cui ci siamo concentrati.
La classifica finale del girone A dell’Eccellenza vi vede trionfare con 75 punti, con sette punti di scarto dal Bassano, e soprattutto primi per differenza reti, quindi miglior difesa e attacco. Un bel risultato, no?
Enzo Zanin: Meglio di così non si poteva fare. Aggiungerei anche una menzione speciale al capocannoniere del girone, Antenucci. È arrivato da noi a gennaio e ha coronato per l’ennesima volta questo suo grandissimo successo. Per vincere è praticamente obbligatorio avere questi numeri, quindi non siamo sorpresi, ma molto soddisfatti.
Ci sono stati alti e bassi, durante la stagione. Poi dopo il ribaltamento del risultato a Castelnuovo è stata un’ascesa di successi. Cos’è che vi ha fatto fare la differenza?
EZ: Partirei in primis dalla qualità dei nostri ragazzi: si sono sempre impegnati e non hanno mai mollato neanche nei momenti di difficoltà, che in un campionato sono ciclici. Poi va menzionata la capacità dell’allenatore e del suo staff di tenere sempre alto il morale l’entusiasmo di tutta la squadra. Poi ci metto anche l’abilità del presidente di saper gestire una situazione che poteva diventare complicata con la serenità della sua esperienza, con centinaia di partite alle spalle.
Sergio, entravi mai nello spogliatoio a “tirare le orecchie” ai ragazzi?
SP: Ogni tanto si poteva anche fare. Io sono cresciuto con la mentalità di Sartori, che non lo vedevi mai, e quando lo vedevi era perché c’era qualcosa che non andava bene. Non bisogna essere sempre presenti, altrimenti fai parte della squadra e non hai più il diritto di poter dire quello che che vuoi. Credo che l’esperienza mia e di Enzo sia stata utile ai ragazzi per aiutarli a capire come gestire nel modo migliore certe situazioni.
Quanto è imporatante la presenza dello staff tecnico, per una squadra?
SP: Anche lo staff sa che ci sono momenti belli e momenti più difficili. Bisogna continuare a lavorare in maniera costante e cercare sempre di migliorarsi. I ragazzi e lo staff tecnico sono stati dei professionisti dall’inizio alla fine.
Barbara Calcinoni è per me un mito, unica donna dello staff tecnico in qualità di fisioterapista. Com’è stata accolta dalla squadra?
EZ: Benissimo, secondo me. Noi non avevamo dubbi sulle sue qualità professionali e lei è stata brava a inserirsi in un contesto difficile come può essere lo spogliatoio maschile, ma con la sua professionalità ha conquistato immediatamente tutti, dallo staff ai calciatori. I ragazzi hanno lavorato benissimo insieme a lei e io la considero una colonna di questa squadra.
Torniamo al 13 agosto 2021, vi trovate dal notaio a registrare la nuova storia della Clivense. Che emozioni provi, a rivivere quel momento?
SP: Abbiamo passato talmente tanti anni all’interno di quella società che quando stava scomparendo abbiamo voluto intervenire, e creare una società nuova per cercare di salvare quel nome. Tante persone ci hanno remato contro sin dall’inizio, e ancora lo stanno facendo, ma noi siamo stati e siamo ancora testardi come muli. Quel 13 agosto eravamo emozionati e impauriti, perché temevamo di deludere le persone se le cose non fossero andate bene. Durante la prima partita ero tesissimo e davvero preoccupato di poter deludere tutti quelli che stavano credendo nel nostro sogno.
Ad aprile 2022 poi parte un una novità, soprattutto nel panorama calcistico italiano dilettantistico. Clivense lancia sul mercato un’operazione di crowdfunding che apre letteralmente le porte alla società proprio ai tifosi, agli appassionati e ai fan. E va anche molto bene, l’obiettivo minimo è stato ampiamente raggiunto con una raccolta straordinaria di oltre 718mila euro, grazie a 647 sottoscrizioni. Un bel traguardo, no?
SP: L’abbiamo fatto nel periodo peggiore in assoluto, in pieno Covid, con il blocco dei campionati e con le difficoltà economiche che affliggevano un po’ tutti quanti. Questo lo rende un traguardo ancora più soddisfacente. Vedere così tante persone credere in noi ci ha dato la forza e la determinazione di portare a termine il più possibile di quello che avevamo promesso. Siamo sempre stati supportati dai soci, che ci continuano a regalare emozioni.
E poi è arrivata la Serie D. Come pensate di affrontare, a livello tecnico ed economico, la nuova stagione?
EZ: A livello tecnico passo la palla a Sergio. A livello economico cercheremo delle nuove risorse per poter fare un campionato di vertice, altrimenti ci muoveremo con quello che avremo.
C’è l’idea di riproporre il crowdfunding?
EZ: Assolutamente sì, è partito proprio qualche giorno fa. Chi vuole partecipare a quest’impresa e far parte in maniera concreta della squadra può acquisire delle nuove quote o incrementare quelle già acquisite. Basta andare sul sito di Backtowork e iscriversi al portale, nella sezione della Clivense, e seguire le istruzioni.
Partirei ora con una serie di “domande rigore”, botta e risposta lanciati direttamente dalla community. Quanto sono state determinanti le cene e le grigliate di mister Allegretti?
SP: Per la dieta non tanto (ride, NdR). Secondo me la cosa più importante in una società e una squadra è il gruppo. Puoi avere i migliori giocatori del mondo, ma se non sanno stare in gruppo le ripercussioni si vedono poi anche sul campo. Mangiare a tavola insieme è il modo migliore per fare gruppo, è quando ti rilassi e non pensi a quello che devi fare il giorno dopo.
EZ: Io non sono mai mancato. Riccardo è anche un gran cuoco e abbiamo passato delle bellissime serate insieme, e ci è servito davvero tanto.
Seconda domanda rigore. Il miglior gol della stagione?
SP: Non saprei davvero scegliere. Penso quello di Benitucci all’Ambrosiana. Era la partita decisiva, è stato davvero emozionante.
EZ: A me è piaciuto molto il 2-1 con il Garda, con la rete di Errichiello.
Terza domanda rigore: meglio in campo o in ufficio? Scarpette o giacca?
SP: La differenza è che quando giochi le responsabilità sono tue, quando sei un dirigente cerchi di fare del tuo meglio ma in campo non ci vai tu.
EZ: Io preferisco il campo, è più divertente e fai la cosa che ti piace di più.
Ultima domandona. A quando la serie A?
SP: La serie A è dura, però non pensavamo di poter vincere l’Eccellenza al primo anno, quindi non si sa mai. È la dimostrazione che se lavori bene e in maniera costante, può succedere di tutto.
EZ: Fa parte dei miei sogni, ma poi al mattino mi risveglio, quindi intanto lo tengo nel cassetto.
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