Musei Civici di Verona, i lavoratori protestano: «Cinque euro all’ora, inaccettabile»

di Redazione

| 10/04/2023
L'associazione di settore Mi Riconosci ha denunciato nei giorni scorsi l'incostituzionalità dei nuovi contratti proposti ai lavoratori esternalizzati dei Musei Civici di Verona.

L’associazione di settore Mi Riconosci ha denunciato nei giorni scorsi l’incostituzionalità dei nuovi contratti proposti ai lavoratori esternalizzati dei Musei Civici di Verona, con minimi salariali pari anche a quattro euro. Lo scorso 6 aprile, i lavoratori coinvolti hanno aperto un tavolo di confronto con i sindacati per fare chiarezza sulla questione.

Aggiornamento: in fondo alla pagina la replica della Cooperativa Le Macchine Celibi.

L’associazione Mi Riconosci denuncia infatti: «Nell’agosto scorso i circa cinquanta lavoratori esternalizzati che svolgono servizi di guardiania nei Musei Civici di Verona hanno ricevuto, senza alcun preavviso, un documento che attestava il passaggio del loro contratto di lavoro da CCNL Multiservizi a Servizi Fiduciari livello D. Un contratto peggiorativo, privo di quattordicesima e con minimi che arrivano a quattro euro orari: un contratto solo pochi giorni fa, con una sentenza, giudicato contrario all’articolo 36 della Costituzione italiana. La cooperativa appaltante Le Macchine Celibi giustificava allora il passaggio di contratto – inviato ai lavoratori retrodatato al 30 giugno – con l’impossibilità di adeguare (e quindi aumentare) i salari alle nuove tabelle retributive del Multiservizi e con il fatto che i livello retributivi mensili non sarebbero cambiati. La cooperativa lo ha considerato applicato e accettato dai lavoratori anche senza la loro sottoscrizione e quindi consenso espresso».

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«Il cambio non riguardava soltanto i lavoratori attualmente assunti, che hanno visto peggioramenti limitati, ma anche e soprattutto le nuove assunzioni, che stanno procedendo con compensi da cinque euro orari contro i sette attuali. Lo scorso 6 aprile quei lavoratori hanno aperto un tavolo con i sindacati per la risoluzione della questione contrattuale dell’appalto attuale e, insieme all’Amministrazione Comunale, per creare e discutere insieme il futuro del settore culturale museale in vista del prossimo bando», aggiunge Mi Riconosci.

L’associazione di settore già in altre occasioni, anche a Verona, aveva denunciato l’incostituzionalità di un contratto che propone salari molto al di sotto della soglia di povertà. «È inaccettabile imporre dall’alto una condizione contrattuale più svantaggiosa ai lavoratori senza necessario e legale preavviso, in piena estate, tentando di ingannarlo – dichiara Federica Pasini, attivista di Mi Riconosci? -. Già a maggio 2022 abbiamo denunciato l’applicazione CCNL Servizi Fiduciari da parte di Rear, avvallata dal Comune di Verona, ma il passaggio contrattuale “in corsa” e senza accordo delle parti di Macchine Celibi è ancora più sconcertante». 

Risale al 2020 l’aggiudicazione dell’appalto per i servizi di guardiania dei Musei Civici veronesi alla cooperativa Le Macchine Celibi di Bologna. Aggiudicazione per la quale, prosegue l’associazione, «la cooperativa torinese Rear – che già applica il contratto dei servizi fiduciari e salari da cinque euro orari in diversi appalti dei musei veronesi, dalle biglietterie di tutte le sedi, all’appalto di sorveglianza per la mostra di Caroto in Gran Guardia – aveva presentato un ricorso, che nel 2021 dal Tar è arrivato al Consiglio di Stato. A vincere fu la cooperativa bolognese, anche per essersi appellata, sottolineano i lavoratori, all’inadeguatezza del contratto Servizi Fiduciari che avrebbe applicato la ditta Rear perché “non è pertinente con i servizi oggetto dell’affidamento”».

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Gli attivisti ribadiscono inoltre che «il contratto che si dovrebbe applicare in musei, biblioteche e istituti culturali è il Federculture, che garantisce dignità salariale e coerenza con le mansioni svolte. Lo stesso Multiservizi applicato precedentemente, seppur aggiornato nelle retribuzioni, non rispecchia le competenze e responsabilità di un operatore culturale e per i livelli che vengono applicati ha un salario netto ancora troppo basso». Tra le istanze, infine, fermezza da parte del Comune di Verona nel risolvere prontamente un caso in cui «a pagare sono stati finora soltanto lavoratori incolpevoli».

Aggiornamento 28 luglio 2025

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dalla Cooperativa Le Macchine Celibi.

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