Decreto Flussi 2023: misura funzionale o da perfezionare? IL SONDAGGIO
Il 27 marzo è stato il cosiddetto “click day” del Decreto Flussi: ovvero il primo giorno disponibile per inviare in maniera telematica le istanze. Tutte le domande potranno essere presentate fino a concorrenza delle quote previste dal DPCM 29 dicembre 2022, o comunque, fino al 31 dicembre 2023.
Dopo solo dieci ore dall’apertura del portale, le richieste giunte al Viminale, erano già 240mila: si tratta di circa il triplo della quota prevista dal provvedimento, pari a 82.705 unità, come riporta l’Ansa.
Click day in overbooking, dunque, con le domande di ingresso per lavoratori extracomunitari che hanno di gran lunga superato le disponibilità a conferma della mancanza di manodopera che interessa diversi settori dell’economia, come afferma la Coldiretti. Proprio il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha affermato in merito: «Nelle campagne con l’arrivo della primavera c’è bisogno di almeno centomila lavoratori per colmare la mancanza di manodopera che ha duramente colpito le campagne lo scorso anno con la perdita rilevante dei raccolti. Si tratta di una necessità da affrontare con un decreto flussi aggiuntivo, previsto peraltro dalla legge».
Il Decreto Flussi 2023
Il nuovo Decreto fissa dunque una quota massima di ingressi pari a 82.705 unità, 44mila delle quali riservate agli ingressi per motivi di lavoro stagionale. Le quote fissate per gli ingressi per motivi di lavoro non stagionale e autonomo sono 38.705 unità, di cui la stragrande maggioranza (30.105 unità) riservate agli ingressi per lavoro subordinato non stagionale nei settori dell’autotrasporto, dell’edilizia e turistico-alberghiero, nonché, novità di quest’anno, della meccanica, delle telecomunicazioni, dell’alimentare e della cantieristica navale.
Le novità
Una importante novità introdotta dal Decreto flussi 2022 riguarda la necessità che il datore di lavoro prima dell’invio della richiesta di nulla osta al lavoro verifichi, presso il Centro per l’Impiego competente, che non vi siano altri lavoratori già presenti sul territorio nazionale disponibili a ricoprire il posto di lavoro per cui si ha intenzione di assumere il lavoratore che si trova all’estero.
Altra importante novità di quest’anno – in parte già sperimentata in occasione del Decreto flussi 2021 – è che, trascorsi trenta giorni dalla presentazione delle domande senza che siano emerse le ragioni ostative, il nullaosta viene rilasciato automaticamente e inviato – in via telematica – alle Rappresentanze diplomatiche italiane dei Paesi di origine che, dovranno rilasciare il visto di ingresso entro venti giorni dalla relativa domanda.
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