Autonomia, Confartigianato: «Strada ancora lunga, ma siamo soddisfatti»
«Pur coscienti che il percorso è ancora lungo, non possiamo che esprimere soddisfazione sull’avvio, quantomeno, delle discussioni di merito e sui contenuti riguardanti il decreto legge che dovrebbe introdurre l’autonomia differenziata». Così si esprime Roberto Iraci Sareri, presidente di Confartigianato Imprese Verona, che ricorda come «per le oltre 24mila imprese artigiane della provincia quella dell’autonomia è una partita da chiudere, con raziocinio, analisi approfondite e apertura mentale, quantomeno per rispetto dell’inequivocabile risultato del referendum di più di cinque anni fa».
Il presidente Iraci Sareri si chiede «come sia possibile schierarsi a priori contro l’introduzione di forme di ulteriore efficienza che abbiano lo scopo, in tutto il Paese, di responsabilizzare la gestione della spesa pubblica e di rendere più probabili i risultati della mutualità attualmente in essere. Bisogna smettere di propagandare la visione dell’autonomia come lo spauracchio di chi teme di perdere risorse e di chi ne fa una questione ideologica, sventolando timori pseudo-secessionisti fuori dal tempo e dalla realtà, mai realmente esistiti».
«Le imprese, oggi più che mai – continua – hanno bisogno di essere sostenute nel percorso della competitività, lavorando e dando lavoro in un territorio che interpreti e risponda alle loro necessità, che contempli istituzioni più vicine e certamente più efficienti. Qui non si tratta di creare privilegi per alcuni cittadini e territori, ma piuttosto di evitare proprio che ciò accada, fornendo alla macchina statale il carburante per funzionare meglio, più rapidamente, efficientando gli strumenti necessari allo sviluppo economico e sociale. Responsabilizzare i governi di ogni livello sulla spesa pubblica non dovrebbe essere una richiesta, ma una realtà consolidata. Così non è, purtroppo, basti guardare a distorsioni come l’assistenzialismo fallimentare nel quale il nostro Paese inciampa da sempre per mettere toppe sulle emergenze. Inoltre, è necessaria maggiore chiarezza sulle competenze, al cospetto dell’attuale abbondanza di materie “concorrenti” tra Stato e Regioni, nelle quali, spesso, il cittadino rimane invischiato».
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