Tosi: «Draghi va ringraziato, ma impossibile andare avanti con il M5S»
Sulla crisi di Governo, interviene Flavio Tosi, che dopo le elezioni amministrative a Verona si è iscritto a Forza Italia. «Draghi va innanzitutto ringraziato profondamente perché è per merito suo che l’Italia ha riacquisito credibilità dopo i disastri di Conte e dei 5 Stelle. Una credibilità che ha permesso di tenere ancorato il Paese al treno storico dei fondi europei del Pnrr e di non essere esposto alle speculazioni finanziarie dello spread. E, ricordiamolo, ha accettato di guidarci solo dietro pressante richiesta di quasi tutti i partiti».
«Tuttavia Draghi, da non politico, in questi ultimi giorni in cui tutto è precipitato, ha commesso un grosso errore di ingenuità: pensare di potere andare avanti come prima, come se nulla fosse accaduto quando i 5 Stelle hanno strappato sul dl Aiuti. Lì si è rotto il patto di fiducia del governo di larghe intese nato nel febbraio 2021, con Draghi sostenuto da un’ampia maggioranza, con partiti diversi tra loro, chiamati a restare uniti nel segno della responsabilità. I 5 Stelle hanno tradito quel patto la settimana scorsa».
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«A quel punto Draghi non ha voluto ascoltare il centrodestra di governo, Forza Italia e Lega, che giustamente ed ovviamente chiedevano una profonda revisione della compagine, che non poteva più tenere dentro gli inaffidabili 5 Stelle. Non puoi pretendere che dei Ministri corretti e leali, siedano allo stesso tavolo con i grillini, sleali e per di più incapaci».
Due dei ministri di Forza Italia, Mariastella Gelmini e Renato Brunetta, hanno in queste ore annunciato l’uscita dal partito. «Ha tradito i suoi valori» ha detto Brunetta.
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«Ieri quindi non è stato “sfiduciato” Draghi persona o Draghi premier, ma è stato “sfiduciato” quel tipo di maggioranza, divenuta insostenibile con la presenza dei 5 Stelle. Pertanto mi auguro che ci possa essere un Draghi bis a traino centrodestra, sebbene mi renda conto che, dopo ieri, le possibilità per farlo nascere siano scarse. Ma sarebbe la soluzione ideale: un Premier riconosciuto a livello internazionale, garante della stabilità e della credibilità del Paese, stimolato da forze e da politiche autenticamente liberali (in campo fiscale, economico, sociale)».

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