Crisi di Governo, Zardini (PD): «Scelta irresponsabile»

È ancora fresca la notizia riguardo le dimissioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi. Le ha presentate lui stesso in un colloquio al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha preso atto della scelta del premier. Già ieri il Governo aveva iniziato a vacillare: la fiducia era stata raggiunta con soli 95 "sì". Stamattina il…

È ancora fresca la notizia riguardo le dimissioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi. Le ha presentate lui stesso in un colloquio al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha preso atto della scelta del premier. Già ieri il Governo aveva iniziato a vacillare: la fiducia era stata raggiunta con soli 95 “sì”. Stamattina il discorso alla Camera, durante il quale Draghi ha ringraziato tutti e ha poi chiesto una sospensione della seduta per andare a colloquio con Mattarella.

In occasione di questi sviluppi, il Deputato del Partito Democratico, Diego Zardini, ci ha inviato un video-commento della situazione, direttamente da Palazzo di Montecitorio.

«Ieri è stata una giornata complessa e brutta, perchè una parte della maggioranza ha scelto di non confermare la fiducia al Governo Draghi. – ha spiegato Zardini – Questa è una scelta che classifico come irresponsabile e contro l’interesse degli italiani, che è stata presa per un interesse particolare: tornare alle urne e prendere il potere. Questa è un’azione che farà pagare un prezzo altissimo alle imprese e ai cittadini, che nel momento del voto dovranno individuare i responsabili di questa situazione e fare una scelta».

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Guarda il video:


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«La scelta di affossare il governo risponde a interessi meramente elettorali della destra. È certificato che sia contro gli interessi degli italiani. Tra i tanti provvedimenti che saranno bloccati, dal salario minimo alla sicurezza energetica ce n’è uno in particolare che interessa molto al
Veneto. Il dossier autonomia ancora una volta si ferma a un passo dall’approvazione», afferma il deputato veneto Diego Zardini.

«Con la prossima legislatura dovremo ripartire da zero, o quasi. Sono certo che i tanti veneti che speravano dopo tanto tempo di veder riconosciute forme particolari di autonomia e la gestione di alcune materie, sapranno chi ringraziare» conclude Zardini.

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