Verona, domani alla scoperta del “pero misso”
Giovedì, al Bastione San Bernardino di Verona, si terrà il secondo appuntamento di Talk & drink, il format di Mura Festival, con Slow Food Verona. Per l’occasione verrà presentato un prodotto tipico delle nostre terre e in particolare della Lessinia e della Valpolicella, il pero misso.
Il pero misso
In Lessinia ne sono rimasti circa duecento alberi. Si trovano perlopiù nella Valpantena, nella valle di Mezzane e di Illasi, ma soprattutto nell’alta Valpolicella, tra i 500 e i 900 metri di altitudine, come riporta il sito di Fondazione Slow Food. La particolarità di questa varietà di pero è data dal fatto che, per essere consumato, deve prima subire un processo di ammezzimento (come si usa fare per i cachi, le mele cotogne, le giuggiole e altri frutti). Si tratta di un procedimento di maturazione dei frutti, dopo la raccolta, che ne determina un cambiamento di consistenza, colore e sapore e li rende appetibili.
I frutti si raccolgono acerbi e sono riposti, ben distanziati l’uno dall’altro, su un vassoio di cartone o in una cassetta di legno. Il luogo di conservazione deve essere asciutto e buio, e lì rimangono per circa un mese, fino a che non avranno raggiunto la giusta maturazione. Dopo la sovramaturazione la buccia assume un colore marrone scuro, come la polpa, la quale però rimane consistente. Con il pero misso – detto anche missaoro – si producono ottimi dolci, marmellate, succhi, distillati, sidro.
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita







