Stazione Porta Nuova, Sboarina: «Nessuna zona franca». Bozza: «Escalation di insicurezza»
Si discute sulla sicurezza nel piazzale della stazione di Verona Porta Nuova
Non si spegne il dibattito sulla sicurezza a Verona. Dopo lo scontro sul tema fra Tosi e Sboarina, la visione proposta da Tommasi e le polemiche intorno all’episodio di via Roma, ora l’attenzione si sposta sulla zona della stazione di Porta Nuova. Non tanto nella stazione in sé, ma sul piazzale antistante, ovvero piazzale XXV Aprile.

«Piazzale XXV Aprile è uno dei posti più controllati di Verona» afferma il sindaco Federico Sboarina. «Lo conferma anche l’episodio di sabato con l’arresto immediato dei due aggressori. Ci sono pattuglie fisse della Polizia municipale, servizi in borghese e sette telecamere, oltre ai controlli delle Forse dell’Ordine. Questo ogni giorno per tutto il giorno, in modo che la zona non resti mai scoperta».
In poco più di quattro mesi, dal 1° gennaio a oggi, sono state 3mila le persone identificate, fanno sapere da Palazzo Barbieri. Nella zona, oltre al controllo 24 ore su 24 di sette telecamere di videosorveglianza, vi è un pattugliamento effettuato su tre turni giornalieri da Polizia locale e Forze dell’ordine. Si aggiungono i servizi in borghese e quelli con i cani antidroga, che combinati hanno portato da gennaio a oggi a cinque arresti e tre denunce a piede libero.
Continua il sindaco di Fratelli d’Italia: «È una rete di controlli a maglie strette e infatti vengono identificate le persone sospette e sequestrate le sostanze stupefacenti. Anche alla stazione di Verona, come in tutte le altre, ci passano persone di ogni tipo, ma chi prova a fare il furbo viene intercettato. Non c’è dunque nessuna zona franca, ma l’attento presidio che merita un’area ad alta densità di passaggio».
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Bozza: «Escalation di violenza e criminalità»
Alberto Bozza, consigliere regionale di Forza Italia e comunale il Lista Tosi, la vede diversamente. «Da oltre due anni denuncio l’irrefrenabile escalation di insicurezza che c’è a Verona. La violenta rissa alla stazione è solo l’ultimo di tanti fatti che si ripetono ormai quasi quotidianamente. Gli atti di vandalismo e le aggressioni nei quartieri, le baby gang che hanno colonizzato parte del centro storico e non solo, gli sbandati ai giardini di Piazza Bra e lo stato in cui versa la stazione di sera, sono la drammatica mappa di una situazione che è totalmente sfuggita di mano. In questi anni è mancata, a monte, sul piano politico, una vera strategia e azione dell’amministrazione comunale in fatto di sicurezza».
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«I quartieri, ma anche alcuni tratti del centro, sono bui, poco illuminati, e ci sono zone critiche ancora sprovviste di normali telecamere» continua Bozza. «Inoltre il sindaco non ha agito per incrementare il presidio del territorio. Occorre una migliore sinergia con Polizia Locale e Forze dell’Ordine e sottoscrivere delle convenzioni con la vigilanza privata qualora il personale fosse insufficiente. E usare la tecnologia, che oggi permette di risolvere il problema, o quantomeno di creare dei forti disincentivi alla criminalità urbana. Penso a un grande piano d’investimento sulla videosorveglianza di ultima generazione, come fatto dal Comune di Venezia con la control room».
«Oggi con le nuove tecnologie è possibile organizzare un sistema di monitoraggio all’avanguardia e in tempo reale, così da poter intervenire immediatamente. Andrà realizzato con il supporto di Agsm, i cui vertici in questi anni non hanno inciso e supportato l’azione necessaria e sono rimasti a guardare».
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