Striscione Hellas-Napoli, Tommasi: «Verona non è uno striscione». Sboarina: «Non si ironizza sulla guerra»
Striscione Hellas-Napoli, Tommasi: «Verona non è uno striscione». Sboarina: «Non si ironizza sulla guerra»
Arrivano voci anche da Verona in merito allo striscione comparso negli scorsi giorni nei pressi dello stadio Bentegodi e firmato dalla curva giallobù. Nello striscione erano state indicate, oltre alla bandiera russa e ucraina, le coordinate di Napoli. Il significato pare indicare la città partenopea come obiettivo di bombardamenti. A intervenire, in particolare, sono stati i due candidati sindaci Damiano Tommasi e Federico Sboarina.

Tommasi: «Verona non è uno striscione»
«Lo sport è e deve rimanere baluardo di pace e solidarietà. L’Hellas Verona non appartiene a chi calpesta le basi della convivenza civile. Verona e i veronesi sono stanchi di doversi scusare per un’assurda minoranza. Verona non è uno striscione», ha scritto sui social l’ex calciatore, aggiungendo al suo post la bandiera ucraina.

Sboarina: «Non si ironizza sulla guerra. Ma non strumentalizziamo la vicenda»
E dello stesso avviso è anche anche Sboarina. «Sulla guerra non si deve ironizzare. Io ho visto personalmente il terrore negli occhi di donne e bambini che stiamo accogliendo, in fuga da una guerra che è solo a qualche ora di macchina da casa nostra. Gli sfottò tra le tifoserie sono sempre esistiti, ma oggi lo striscione esposto non ha il sapore della goliardia. Tira infatti in ballo una tragedia su cui non si può scherzare. Tanto più a Verona, dove l’accoglienza, la solidarietà e il cuore dei veronesi sono stati grandi».
Chiede però di non strumentalizzare il grave episodio. «Allo stesso tempo, però, rispedisco con decisione al mittente le solite e stucchevoli accuse rivolte a Verona. Fin troppe volte singoli episodi sono stati strumentalizzati e trasformati in macchina del fango sulla tifoseria e su una città intera» chiosa il sindaco di Verona.
La FIGC però non interviene. «Troppo lontano dallo stadio»
Intanto, secondo quanto riporta l’Ansa, gli investigatori della FIGC nulla possono fare per lo striscione razzista comparso davanti allo Stadio Bentegodi, firmato dalla frangia più calda della curva gialloblù.
«La scritta della vergogna è apparsa dove non si può applicare il codice di giustizia sportiva per eventuali sanzioni perché lontana dalle pertinenze dello stadio». Sono queste le parole della FIGC in merito alla questione.
Di Maio: «Non c’è ironia, ma solo idiozia dietro questo striscione»

L’ondata di indignazione generale è arrivata poi anche al Ministro degli Esteri Luigi di Maio, che sui social ha scritto: «Un messaggio ripugnante. Lo striscione contro Napoli e i napoletani è grave e va condannato da tutti, senza distinguo e senza giustificazioni. Questa guerra è reale, non è finzione, non è un gioco».
Zaia: «Verona non è quello striscione»
«È indegno e non c’entra nulla col tifo o col calcio lo striscione di sedicenti tifosi veronesi apparso poco prima della partita Hellas Verona-Napoli. C’è da vergognarsi a lanciare simili messaggi, altro che goliardia. Però la città di Verona non è quello striscione, anzi…». Così, invece il presidente del Veneto, Luca Zaia.
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