Nuovi negoziati, ma i profughi sono ormai oltre 1 milione
Nella giornata in cui si tiene il secondo incontro fra Ucraina e Russia, l’esercito russo ha ormai preso il controllo di Kherson, città di 300mila abitanti nel sud del Paese, mentre si fa sempre più pressante l’accerchiamento a Mariupol e Odessa, due importanti città portuali, rispettivamente sul Mar d’Azov e sul Mar Nero.
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I negoziati
Secondo quanto dichiarato via Twitter da Mikhail Podolyak, consigliere del Capo dell’Ufficio del Presidente dell’Ucraina, i punti fondamentali al tavolo dei negoziati per i delegati di Volodymyr Zelensky sono: cessate il fuoco immediato, armistizio e corridoi umanitari per l’evacuazione dei civili da paesi e città costantemente bombardati o distrutti. Quest’ultimo punto, quello dei corridoi umanitari, sembra essere il tema più concreto su cui dialogare oggi.
AGGIORNAMENTO: Al termine dell’incontro, sembra che sia stato raggiunto l’accordo per l’istituzione di corridoi umanitari e che sia stato fissato un terzo incontro fra le delegazioni russa e ucraina.
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Continuano gli attacchi e la fuga dei cittadini

La città di Kherson, nel sud dell’Ucraina, è sotto controllo russo. Lo ha annunciato il governatore della regione, spiegando che l’esercito russo ha occupato il palazzo delle autorità. Intanto continuano pesanti i bombardamenti su molte altre città, fra cui Kharkiv, una delle più colpite in questi giorni. Colpita duramente in queste ore anche Chernihiv, a nord di Kiev, dove sono stati distrutti diversi edifici residenziali e scuole.
Di seguito le immagini di un reporter della tv britannica ITV dal paese di Yakivlivka, vicino a Kharkiv.
Yakivlivka near Kharkiv today. A small village blown to bits. At least two dead here, countless lives ruined. pic.twitter.com/mGpAYEmYeZ
— Dan Rivers (@danriversitv) March 3, 2022
Sono oltre un milione, secondo l’alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi, i profughi fuggiti dall’Ucraina e arrivati in sette giorni negli stati confinanti.
«Ho lavorato nelle emergenze dei rifugiati per quasi 40 anni, e raramente ho visto un esodo così rapido come questo» ha detto Grandi. «Ora dopo ora, minuto dopo minuto, sempre più persone stanno fuggendo dalla terrificante realtà della violenza. Innumerevoli persone sono sfollate all’interno del paese. E a meno che il conflitto non termini istantaneamente, è probabile che altri milioni saranno costretti a fuggire dall’Ucraina».
«All’interno dell’Ucraina, il nostro personale – e altri attori umanitari – stanno lavorando dove e quando possono in condizioni spaventose. Noi restiamo, anche in presenza di grandi pericoli, perché sappiamo che i bisogni nel paese sono enormi».
«Nonostante la situazione in rapida evoluzione e le sfide straordinarie, la risposta dei governi e delle comunità locali nell’accogliere questo milione di rifugiati è stata notevole. Il personale dell’UNHCR è già dislocato in tutta la regione e sta rafforzando e ampliando i nostri programmi di protezione e assistenza per i rifugiati, a sostegno dei governi ospitanti».
«La solidarietà internazionale è stata commovente. Ma niente – niente – può sostituire la necessità che le armi siano messe a tacere; che il dialogo e la diplomazia abbiano successo. La pace è l’unico modo per fermare questa tragedia».
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