Albergo cinque stelle superior a Verona, scontro fra associazioni di categoria

Continua a far discutere la destinazione degli spazi ex-Unicredit in centro a Verona. L’arrivo a Verona di un hotel cinque stelle superior era stato annunciato già un anno fa. Si tratta di una struttura di alta gamma della catena internazionale Marriott Hotel, che si insedierà nel "quadrato" del centro della città fra le vie Garibaldi, San Mamaso,…

Continua a far discutere la destinazione degli spazi ex-Unicredit in centro a Verona. L’arrivo a Verona di un hotel cinque stelle superior era stato annunciato già un anno fa. Si tratta di una struttura di alta gamma della catena internazionale Marriott Hotel, che si insedierà nel “quadrato” del centro della città fra le vie Garibaldi, San Mamaso, Sant’Egidio e Francesco Emilei.

La scorsa domenica il presidente della Corporazione degli esercenti del centro storico di Verona Tiziano Meglioranzi, discutendo della direzione da prendere per il turismo cittadino, aveva accolto con soddisfazione l’avanzamento dell’iter per l’arrivo del super-hotel.

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Il punto di vista di Confcommercio e Federalberghi

La vedono diversamente le altre associazioni di categoria Confcommercio e Federalberghi Verona: «L’esigenza di nuovi alberghi in centro storico deve essere vista come punto di arrivo di una nuova pianificazione della città, non certo come punto di partenza: a bocce ferme potrebbe apparire solo come una speculazione edilizia».

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Il presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena

«Lo studio che la Fondazione Cariverona commissionò al Prof. Marino Folin, per proporre un riuso ragionato degli immobili di sua proprietà, metteva esplicitamente in guardia rispetto al fatto che, in assenza di una logica di arricchimento funzionale del centro storico, un nuovo albergo potrebbe rivelarsi un errore», fanno presente Confcommercio e Federalberghi Verona.

«Questo perché, parole di Folin, autorizzare un nuovo mega albergo nel centro storico di Verona così com’è, e quindi muovendosi nella direzione di un mero soddisfacimento della domanda turistica esistente, potrebbe rivelarsi finanziariamente corretto nel breve periodo, ma avere effetti nefasti per questa parte della città nel medio e lungo periodo».

«Negli ultimi giorni – aggiungono Confcommercio e Federalberghi Verona – si fa riferimento solo ed esclusivamente alla richiesta di realizzare in via Garibaldi un enorme nuovo albergo e nient’altro: senza che ciò sia accompagnato da alcuna pianificazione a sostegno e senza che ciò venga preceduto da alcuna grande opera che lo giustifichi. Eppure, Folin aveva ipotizzato un immenso centro congressi da 1.800 posti e un centro benessere/Spa aperto a tutta la città, ma non si parla più né dell’uno, né dell’altro».

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Giulio Cavara
Giulio Cavara, presidente di Federalberghi Verona

«Rischiamo – proseguono Confcommercio e Federalberghi Verona – il disastro cui si assiste a Firenze e Venezia, dove lo spopolamento del centro storico ha ormai raggiunto tassi di vera e propria desertificazione e dove le botteghe storiche sono diminuite perché, in un centro storico trasformato in resort, non servono più negozi tradizionali, solo qualche catena internazionale e una miriade di bar».

«Quanto ai “sondaggi” che avrebbero registrato ampi consensi a favore della autorizzazione di un hotel “di superlusso”, che potrebbe attrarre “un turismo di élite”, forse sfugge il fatto che l’autorizzazione è solo a cambiare la destinazione d’uso di un palazzo convertendolo ad uso alberghiero: non ci sono infatti vincoli sulla categoria o sulla fascia di mercato. Una volta concessa la deroga, in termini astratti, il proprietario sarebbe libero di declassarlo in hotel da “comitive in pullman” qualora il mercato lo richiedesse».

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Confcommercio e Federalberghi Verona, ancora, sottolineano che «non è certo una struttura a cinque stelle da sola ad attrarre turismo di lusso: è tutto un sistema composto da territorio, città, eventi, manifestazioni capace di attrarre turismo di qualità, quelli che tutti vorrebbero. Nell’arco di 500 metri, a Verona, ci sono tre strutture di lusso le quali, per mancanza di questo livello di turismo, oggi faticano a rimanere competitive sul mercato».

Infine Confcommercio e Federalberghi si dichiarano scettiche sulla gestione del traffico degli ospiti diretti alla struttura, ma si dicono disponibili a un ampio confronto sulla rigenerazione urbano e sul riutilizzo dell’immobile come già proposto.

Il commento di Michele Bertucco, consigliere comunale

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune commenta: «L’incapacità dell’amministrazione Sboarina di gestire la richiesta del nuovo mega-albergo da parte di Patrizia Immobiliare sta mettendo le categorie economiche le une contro le altre armate».

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona
Michele Bertucco

«Questo non sarebbe accaduto se l’amministrazione avesse avuto una minima idea di ciò che serve al centro storico, il cui problema non è certo quello di avere un albergo in più ma di rimediare all’emorragia di abitanti che da anni lo sta spopolando. Quindi la necessità di favorire l’insediamento di nuovi servizi e di riequilibrare le funzioni turistiche con quelle residenziali. Ancora una volta però il Comune ha abdicato al suo ruolo di regista e di decisore pubblico lasciando che gli interessi dei singoli privati, in questo caso Patrizia Immobiliare, prevalessero».

«Prima si è dichiarato contrario al nuovo albergo e poi ha capitolato lasciando un vuoto anche istituzionale. Basti pensare che la prima Prima Circoscrizione ha rilasciato il parere prima ancora che il Consiglio comunale dichiarasse il pubblico interesse sulla proposta di uso dello Sblocca Italia. Dilettanti allo sbaraglio che combinano un guaio dietro all’altro» conclude Bertucco.

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