Critiche sulla classifica rifiuti Legambiente. Bianchini: «Stupidaggini»
Questa mattina, a margine della conferenza stampa di presentazione della guida in sei lingue per la raccolta dei rifiuti messa in campo da Amia, l’assessore alle Aziende e agli Enti partecipati del Comune di Verona Stefano Bianchini è voluto intervenire in merito ai dati veronesi della raccolta differenziata dei rifiuti diffuso dal dossier di Legambiente, e che dalla minoranza sono stati utilizzati per fare degli appunti all’amministrazione comunale.
«Da tutti quelli che sono affrettati a commentare è stato detto un mare di stupidaggini. – ha affermato Bianchini – La percentuale di differenziata nel comune capoluogo è del 51%, che arriva al 70 nelle due circoscrizioni che stanno sperimentando i cassonetti con la tessera magnetica. L’incremento della differenziazione è un percorso sui cui si è iniziato ad investire concretamente solo a partire da questa Amministrazione, con risultati importanti raggiunti in breve tempo. Infatti, la sperimentazione dei cassonetti con chip è conclusa e a breve con una gara europea amplieremo il progetto su tutta la città, il tutto andrà a regime nel 2023. Non c’è quindi nessuna emergenza, nemmeno fronte dei controlli contro l’abbandono dei rifiuti perché le verifiche continuano e da giugno ad oggi sono 186 le multe effettuate dalla Polizia locale grazie alla telecamere installate da Amia».
Anche Ca’ Del Bue nel mirino
«Le stupidaggini a volontà sono state dette anche su Cà del Bue. – ha concluso Stefano Bianchini – A parte la confusione fra chi lo vuole aperto e chi invece lo vuole buttare via, nessuno si è ricordato che invece noi abbiamo fatto il suo potenziamento per la separazione a valle dei rifiuti e per la produzione di energia, quindi lavorazioni sostenibili. Questa separazione a valle sempre più puntuale ci permette di incrementare la differenziata e quindi di diminuire progressivamente il conferimento in discarica. Che senso avrebbe costruire un nuovo inceneritore, oltre al fatto che il piano regionale non li permette?».
La accuse di PD, Traguardi e Bertucco
Le replica di Bianchini è riferita, in particolare ai consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani che in una nota, ieri, avevano scritto: «Questa sui rifiuti conferita da Legambiente è l’ennesima maglia nera che la città è costretta ad indossare per effetto dell’immobilismo dell’amministrazione Sboarina il cui mandato è stato infruttifero sotto quasi tutti gli aspetti: ha troncato ogni rapporto con i quartieri, rendendo praticamente inerti le Circoscrizioni alle quali ha tagliato fondi, personale e competenze; ha trascurato la sicurezza stradale, per la quale abbiamo un’altra maglia nera; ha bloccato il filobus impedendo di accedere ai fondi per la mobilità sostenibile del Pnrr; ha continuato a riempire la città di cemento, confermandoci in testa a tutte le classifiche nazionali per consumo di suolo; ci ha reso la città più omofoba e retrograda del Paese.

Nello specifico, su Amia ha impiegato quattro anni per revocare il project financing della precedente amministrazione Tosi, e arriva alla fine del mandato senza il piano necessario a rimediare alla strutturale carenza di impianti di trattamento. Nel frattempo ha speso oltre 1 milioni di euro per arrivare ad una fusione Agsm-Aim che non sarà risolutiva.
Nei quartieri ha finalmente avviato una sperimentazione di cassonetti con chip che è in grado di innalzare la quota di raccolta differenziata, ma non è dato sapere se e quando la misura verrà resa strutturale e allargata a tutta la città. Per questa via si metterebbe fine anche al fenomeno dell’abbandono di rifiuti e a quello della loro migrazione verso altri quartieri. Resta inoltre da affrontare la questione dei rifiuti prodotti dal turismo di giornata, mordi e fuggi.
Intanto la raccolta differenziata langue mentre nella gestione dei rifiuti ci troviamo in perenne e costante emergenza.

Anche Tommaso Ferrari di Traguardi si era pronunciato su questo tema: «Registriamo, a malincuore e con preoccupazione, che il Comune di Verona ricopre l’ultima posizione in Veneto in materia di raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti. La notizia conferma l’ennesima bocciatura per la nostra città, che pare raggiungere solo risultati negativi a causa della lunga e totale assenza di politiche ambientali.
Quali misure intende adottare l’Amministrazione per porre rimedio a questi numeri impietosi? Il sindaco e la sua giunta sono consci che questa situazione non migliorerà di certo, se la soluzione per Amia sarà l’in house, che renderà l’azienda molto più debole dal punto di vista finanziario?
È inutile esultare perché a Verona la tariffa Tari è tra le più basse d’Italia, se poi il servizio offerto ai cittadini risulta pessimo. Bisogna fare di più, oltre a promuovere propagandistiche campagne “plastic free”: occorre affrontare una volta per tutte e in modo serio il tema del riciclo dei rifiuti, partendo dall’impianto di Ca’ del Bue, utile per il ciclo integrato dei rifiuti in un’ottica di economia circolare, e anche mettendo in campo interventi di sensibilizzazione, controllo e sanzionamento in grado di incentivare la cittadinanza a differenziare di più e meglio».

«Verona si conferma maglia nera del Veneto in tema di raccolta di rifiuti e non poteva essere diversamente, – aveva aggiunto Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune – la città continua ad essere fanalino di code per percentuale di raccolta differenziata e, assieme al bacino di Verona Nord, manca di qualsiasi impianto di smaltimento. Questo costringe a portare l’enorme mole di rifiuto indifferenziato alla discarica di Torretta a Legnago e, quando questa è piena, a Sant’Urbano a Padova con periodici permessi da parte della Regione.
Una situazione che si trascina da molti anni alla quale non ha messo mano nemmeno l’amministrazione Sboarina che continua a mantenere un atteggiamento ambiguo anche nei confronti della riqualificazione di Cà del Bue. Pochi giorni fa l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin ha chiaramente ribadito che nel prossimo piano regionale dei rifiuti, in corso di definizione, non verranno autorizzati nuovi inceneritori, eppure la maggioranza in consiglio comunale la settimana scorsa ha bocciato la mia proposta di chiedere alla Regione la cancellazione di Cà del Bue dal piano regionale dei rifiuti».
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