In Valpantena la protesta contro il consumo di suolo
Si è tenuta oggi in Valpantena una protesta contro il consumo di suolo nel territorio. Appuntamento dalle 15 al campo sportivo di Santa Maria in Stelle, dove si sono date appuntamento diverse associazioni insieme al comitato organizzatore.
Dito puntato in particolare verso i due capannoni nati poco lontano dal Monastero degli Stimmatini di Sezano e «un ulteriore sbancamento di collina, una vera ferita nel bosco, si può osservare sopra Santa Maria in Stelle» scrivono gli organizzatori dell’incontro di oggi.
La risposta dell’assessore Andrea Bassi: «Tanto rumore per nulla»
«In questi ultimi mesi si assiste ad un utilizzo del suolo sempre più invasivo che sta trasformando la Bassa Valpantena in una zona industriale allargata» è il commento del comitato che si oppone a ulteriore consumo di suolo. E ancora: «Altre situazioni di degrado si possono notare un po’ ovunque nella valle. La trasformazione del suolo agricolo in produzione industriale: l’eccesso di vigneti sta trasformando l’agricoltura in una monocoltura, con conseguenze di squilibrio dell’ecosistema che già cominciano a manifestarsi».
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Presente anche la politica

Presenti oggi anche diversi esponenti politici, in particolare del Partito Democratico e di Verona e Sinistra in Comune.
«Come presidente della commissione Ambiente ho voluto essere qui non solo per testimoniare, ma per dire che farò quanto possibile nelle mie capacità perché questo non accada ancora e sempre» afferma Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente alla Camera dei Deputati.
«Emerge da questa vicenda un silenzio assenso della soprintendenza a fronte di un piano di interventi che sulla carta negherebbe la realizzazione di opere così invasive non in equilibrio con le caratteristiche del territorio. Una scelta che riteniamo non accettabile e che prevale su ogni ragione di preservare il territorio e il paesaggio. Non si tratta di motivazioni tecniche – conclude Rotta – ma, ancora più grave, di scelte politiche di chi non vuole vigilare sulla custodia di questo luogo. Sia esso il Comune o la Regione».

Il consigliere comunale Michele Bertucco: «La vicenda di Sezano è emblematica per capire come le normative urbanistiche della Regione Veneto hanno consentito interventi così devastanti in aree tutelate da un punto di vista paesaggistico. Eppure l’Europa ci richiama alla tutela del patrimonio ambientale e ci chiede di azzerare il consumo di suolo entro il 2050».
«Un obiettivo che dovrebbe essere preso in seria considerazione in Veneto e a Verona, che sono rispettivamente la prima regione in Italia ed il primo Comune in Regione, per percentuale di suolo consumato. Il limite stabilito appena un paio di anni fa da questi due enti per contenere il consumo di suolo nel nostro territorio è invece secondo noi del tutto inconsistente» dice Bertucco.
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