Il Tempio di Minerva riapre al pubblico

Il Tempio di Minerva di Marano di Valpolicella, una delle più interessanti scoperte archeologiche degli ultimi dieci anni del Veronese, apre le porte ai visitatori.  Da ieri, infatti, l'area archeologica sulle colline della Valpolicella è aperta ogni sabato, domenica e festivi dalle ore 15 alle ore 19 grazie alla presenza dei volontari del CTG Valpolicella…

Il Tempio di Minerva di Marano di Valpolicella, una delle più interessanti scoperte archeologiche degli ultimi dieci anni del Veronese, apre le porte ai visitatori. 

Da ieri, infatti, l’area archeologica sulle colline della Valpolicella è aperta ogni sabato, domenica e festivi dalle ore 15 alle ore 19 grazie alla presenza dei volontari del CTG Valpolicella Genius Loci per il servizio di accompagnamento alla visita. 

Oltre alla normale apertura è prevista una visita guidata della durata di 45 minuti con prenotazione obbligatoria ogni sabato alle ore 18. Al termine della visita sarà possibile lasciare un contributo libero per finanziare le spese di gestione e i progetti di valorizzazione dell’area archeologica. È possibile inoltre richiedere una visita guidata in qualsiasi momento, anche in lingua inglese, tedesca e francese, previa verifica della disponibilità di una guida esperta.

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La sicurezza dei visitatori è garantita: l’ingresso dei visitatori all’interno dell’area archeologica sarà contingentato e potrà avvenire solo con l’utilizzo di mascherina protettiva (obbligatoria sopra i 6 anni di età). Sarà necessario mantenere tra i visitatori una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e sanificare le mani utilizzando i dispenser di gel igienizzante messi a disposizioni all’interno dell’area.

La storia del Tempio 

Il Tempio di Minerva di Marano di Valpolicella, da tempo considerato uno tra i più importanti siti del territorio veronese, è tornato alla luce nella primavera del 2007, a più di 170 anni dalla sua “prima” scoperta avvenuta nel 1835. Da allora si sono susseguite diverse campagne di scavo in cui sono stati scoperti i resti di un fanum cioè un santuario extra-urbano votato al culto della dea con evidenza di tre principali fasi di frequentazione: un tempio di età imperiale, uno di età tardo-repubblicana e un rogo votivo dell’età del ferro. 

Il sito del monte Castelon nasconde un’area protostorica sotto i muri del tempio romano, un rogo votivo datato tra il VI e il II secolo a.C., a cui appartengono un centinaio di anelli votivi, offerte vegetali e animali, una bulla d’argento e vasellame di vario tipo. Al rogo votivo succede qualche secolo dopo il tempio di età tardo repubblicana a cui dobbiamo la presenza di frammenti di decorazione muraria riconducibili al I stile pompeiano, una tecnica pittorica molto curata e di ottima fattura presente nei più grandi siti archeologici del bacino del Mediterraneo, tra cui Pompei ed Ercolano.

Infine sulle strutture del tempio repubblicano intorno al I secolo d.C. si impianta il cantiere di un altro edificio di culto, più ampio del precedente, istituito da un collegio di quattro curatores fanorum, che lo amministravano con una cassa comune. La particolarità di questa struttura è che è stata realizzata su modello dei templi di tradizione celtica.

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Il commento di Brunella Bruno, funzionario della Soprintendenza ai beni archeologici del Veneto

«Finalmente, dopo questo lungo periodo di chiusura a causa della pandemia, il sito archeologico del Tempio di Minerva riapre ai visitatori con la nuova gestione del CTG Valpolicella Genius Loci. Grazie ai volontari formati dell’associazione i visitatori potranno ricevere la giusta accoglienza e le informazioni di cui hanno bisogno, corredate anche dai dettagliati pannelli in cui sono spiegate le principali tappe della storia del Tempio».

Prosegue: «Il lavoro relativo al Tempio di Minerva non si ferma mai. Questo luogo è tutelato e richiede molte cure ed attenzioni da parte delle amministrazioni coinvolte, la Soprintendenza ed il Comune di Marano. In questi mesi abbiamo lavorato all’impianto di illuminazione, per dotare il sito di una corretta esposizione luminosa anche in momenti serali o di mancanza di luce e abbiamo realizzato un depliant illustrativo. Inoltre si è ragionato su come dotare il sito di un piccolo magazzino e di postazioni di accoglienza che siano idonei ad un luogo vincolato. Rinnovo la soddisfazione di lavorare in sinergia con un’amministrazione comunale che nel corso degli anni, dalla scoperta a oggi, ha sempre dimostrato di puntare alla valorizzazione, tutela e promozione di questo importante sito archeologico».  

Il commento di Giuseppe Zardini, sindaco di Marano di Valpolicella

«Ripartiamo dalla cultura per ritornare in superficie a vedere la luce dopo un’apnea nel buio. La conoscenza del nostro patrimonio storico, architettonico e archeologico può arricchire la nostra vita e fungere da volano per una serie di attività economiche e turistiche che spaziano dalla ristorazione, all’enogastronomia alla cura dell’ambiente. Il fattore chiave, che sblocca gli altri settori, è proprio quello della riapertura dei luoghi della cultura che divengono meta di turismo culturale che spesso non è mordi e fuggi. Forse il turismo straniero impiegherà un po’ a tornare ma nel frattempo possiamo contare sull’interesse dei nostri connazionali che hanno l’opportunità di spostarsi tra regioni gialle».

Il commento di Riccardo Pinamonte, presidente dell’associazione CTG Valpolicella Genius Loci

«Come CTG Valpolicella Genius Loci non vedevamo l’ora di poter riaprire al pubblico l’area archeologica del Tempio di Minerva. Quest’anno ad accogliere i visitatori ci saranno una trentina di nuovi volontari, residenti a Marano o in Valpolicella, che si sono formati lo scorso autunno con un corso di formazione specifico sulla storia e l’archeologia della Valpolicella».

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