Comparto revisioni, la preoccupazione di Casartigiani

Andrea Prando, segretario regionale di Casartigiani, manifesta la sua preoccupazione per il comparto revisioni auto, in grave difficoltà da lungo tempo. Leggi anche: L’automotive in Veneto: nel 2020 calo della clientela «I centri di revisione chiedono attenzione. La situazione della pandemia e il blocco delle attività sono stati devastanti per il settore, al quale lo…

Andrea Prando, segretario regionale di Casartigiani, manifesta la sua preoccupazione per il comparto revisioni auto, in grave difficoltà da lungo tempo.

Leggi anche: L’automotive in Veneto: nel 2020 calo della clientela

«I centri di revisione chiedono attenzione. La situazione della pandemia e il blocco delle attività sono stati devastanti per il settore, al quale lo Stato ha chiesto ingenti investimenti a fronte di tariffe irrisorie e un blocco delle attività, durante il periodo pandemico, con proroghe lunghe e a volte anche ingiustificate per la sicurezza che questo servizio offre al parco di autovetture circolante».

«Più volte Casartigiani Verona è intervenuta a ogni livello sul tema. I dati nazionali fanno emergere un forte disagio e una diffusa insofferenza alla luce del fatto che le imprese sono in attesa che il provvedimento approvato a fine 2020 diventi operativo. Stiamo parlato di 40 milioni di euro che i centri attendono e che dal mese di febbraio avrebbero dovuto essere liquidati ai novemila operatori privati italiani operanti».

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Andrea Prando

«Dopo oltre quattordici anni di attività a sostegno del pubblico, gli artigiani del settore delle revisioni di auto e moto non ne possono più, perché dopo aver ottenuto un adeguamento della tariffa di 9,95 euro per revisione effettuata, si aspettavano nei 30 giorni che erano stati concessi ai ministeri (Trasporti e Finanze) di arrivare all’epilogo della questione. Invece, come troppo spesso accade, la burocrazia vince su tutto e si sono perse le tracce del provvedimento nei passaggi formali».

«Siamo a maggio e tutto tace», commenta infine Prando, che dichiara di aver già preso contatti con esponenti politici nazionali per chiedere che fine abbia fatto il provvedimento e per far sì che sia posta la giusta attenzione ad un problema della categoria.

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