L’automotive in Veneto: nel 2020 calo della clientela

Con Sergio Barsacchi, responsabile CNA Fita Veneto, abbiamo fatto il punto sulla situazione in Veneto di meccatronica, carrozzeria e gommisti in Veneto. Nonostante non abbia subito alcuna restrizione durante il lockdown, il settore ha registrato notevoli cali della clientela.

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Abbiamo parlato con Sergio Barsacchi, responsabile CNA Fita Veneto, per fare il punto sul settore dell’automotive in Veneto.

«Il settore oggi è diviso in meccatronica, carrozzeria e gommisti, a cui si aggiungono i centri di revisione dei veicoli. I nostri autoriparatori sono coinvolti o in tutte le attività predette o in alcune di esse. L’automotive è molto cambiato, ormai l’elettronica ne fa da padrone. è un settore che si è molto evoluto da un punto di vista tecnologico ma anche ambientale. Le normative europee sono diventate dirimenti rispetto a qualche anno fa, e questo ha prodotto una selezione positiva per il settore: si vedeva il futuro su base consolidate. La pandemia di quest’anno ha prodotto notevoli incertezze. Un settore che vedeva il proprio aggiornamento professionale costante e investimenti costanti per essere al passo con i tempi, quest’ultimo anno ha prodotto molte incertezze. Gli investimenti e la formazione costante sono ancora necessari ma lo scenario è diventato alquanto instabile».

«Pur essendo sempre stato aperto durante il lockdown, la clientela del settore si è rarefatta lo stesso. Nonostante le aperture concesse e lasciate a discrezione dell’imprenditore, il settore ne ha risentito ugualmente per il numero decrementato della clientela. L’impatto ha prodotto finora una moria di soggetti che va dal 10% al 15% del Veneto e un’aspettativa che si sta attestando sull’incertezza del futuro».

«Gli investimenti programmati sono stati rallentati, si pensi all’incentivo al cambio dei veicoli. C’era un piano nel bacino della Pianura Padana che prevedeva una limitazione all’Euro 4, ed è stato sospeso. L’incentivo ad aggiornare il parco circolante, che è uno dei più vecchi d’Europa, è sospeso e in dubbio. Quando ci sarà una ragionevole certezza sul futuro, ripartirà della domanda. La normativa europea per quanto riguarda le revisioni, c’è notevole incertezza, si è accettato in tutta Europa e in Italia se ne sta discutendo, che le revisioni dei centri revisioni privati che sostituivano la motorizzazione che ha tanti altri problemi, siamo in mezzo al guado. C’è una nuova figura che si chiama Ispettore del centro revisioni che deve essere introdotta in Italia. Finora era il Responsabile tecnico dei centri revisione privati, ma l’ispettore è una figura diversa, che dev’essere terza al centro di revisione, e anche qui c’è un problema formativo di come verrà inquadrato e quale sarà il suo rapporto con i centri di revisione. L’unica notizia positiva è che da quasi dodici anni non c’è stato alcuno aggiornamento sul costo della revisione, che da quest’anno aumenterà di 9,95 euro».