Carteri (ANDI Verona): «La nostra disponibilità è molto alta»
Oggi parliamo di vaccini e della campagna vaccinale che ha preso il via il 27 dicembre in Italia. I vaccini approvati finora sono Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson, che dovrebbe arrivare in Italia da aprile. Tra le novità c’è anche quella che vede i dentisti in prima linea, su base volontaria, per le somministrazioni. A parlarne con noi il dottor Mauro Carteri, presidente della sezione veronese dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani.
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Nei giorni corsi Lei aveva annunciato che avreste incontrato i dentisti ANDI della provincia per discutere della possibilità di somministrare vaccini. Cosa è emerso dall’incontro?
È emersa una grande disponibilità da parte di tutti i colleghi, che hanno aderito in gran numero a livello regionale e provinciale alla nostra richiesta e dell’assessore regionale alla Sanità. La nostra disponibilità è molto alta, stiamo preparando delle liste che appena ci verranno richieste dall’assessorato regionale saremo pronti a fornirle.
Quali sono le possibili criticità della categoria?
La prima criticità riguarda il luogo di somministrazione, che non potrà essere il nostro studio. Gli odontoiatri prestano quindi la loro manodopera per somministrare i vaccini all’interno delle strutture ospedaliere. L’altro problema è quello della responsabilità professionale. Siamo in attesa che la regione o il ministero fornisca agli odontoiatri un’adeguata copertura assicurativa. Se si dovesse riuscire questo scoglio a breve scadenza, basta un piccolo corso di formazione riguardo le procedure e noi siamo pronti, ne consegue che ancora non abbiamo una data precisa.
Siete soddisfatti di questo risultato?
Siamo soddisfatti perché la categoria sta rispondendo a quella che potrebbe essere definita una “chiamata alle armi”. Abbiamo promesso di fornire questo supporto a livello gratuito, ed è un’adesione volontaria che ha riscosso grande successo.
In conclusione, come prosegue la vostra campagna vaccinale?
La prima cosa da dire è che per i protocolli sempre adottati, lo studio odontoiatrico è un luogo sicuro. Il vero problema è per gli operatori, non per i pazienti. Noi ci siamo dati da fare sin da subito con i responsabili dell’azienda ospedaliera per poter essere vaccinati come categoria e alla fine siamo quasi completamente coperti dal vaccino per gli odontoiatri ed è incorso la vaccinazione dei nostri dipendenti. Noi siamo in costante collaborazione dell’ASL ma la lentezza della campagna vaccinale è nota.
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