“Dire Dante”, il progetto del Messedaglia dedicato al Sommo Poeta
Un ritorno alla scuola in presenza nel nome di Dante. Accade al Liceo Scientifico “A. Messedaglia” di Verona dove 550 studenti e studentesse partecipano al progetto “Dire Dante” realizzato dal Dipartimento di Lettere, su iniziativa delle docenti Annasilvia Cipriani ed Elena Bonomo in occasione del settimo centenario dalla morte del sommo poeta. Un cammino iniziato nel 2019, che si rinnova anche in quest’anno scolastico e coinvolgerà 24 classi del triennio con l’intento di avvicinare gli studenti alla “Commedia” attraverso gli strumenti dell’ascolto, della narrazione teatrale e dell’interpretazione.
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A condurre gli incontri che si svolgeranno in presenza a partire dal 18 febbraio, nel rispetto delle normative sanitarie, è il regista e attore Alessandro Anderloni che da due decenni porta Dante nelle scuole, tra i bambini, gli adolescenti, i giovani e nel carcere. Sarà lui a guidare le classi del Liceo Messedaglia in un percorso di 24 incontri intorno ad altrettanti canti della “Commedia”, scelti dai docenti, tratti dalle tre cantiche.
Il progetto si inserisce nel piano educativo del Liceo per la sua valenza culturale oltre che formativa. Ecco quanto dichiara la dirigente, professoressa Anna Capasso: «Lo sforzo organizzativo ed economico che il nostro Liceo mette in atto è il segno della persistenza della “Commedia” nella nostra tradizione liceale, ma anche dell’importanza attribuita al momento della fruizione al di fuori della pagina scritta». Le responsabili del progetto affermano con un pizzico di orgoglio: «Il progetto “Dire Dante” è diventato l’occasione per una serie di eventi in cui gli studenti vivono l’esperienza catartica della Commedia e del teatro in classe, in questo tempo di pandemia deprivato di altri eventi culturali in presenza».
Gli incontri si strutturano in quattro momenti:
- un percorso iniziale di fascinazione per Dante e la sua “Commedia”;
- la scelta di un canto e la sua analisi;
- l’ascolto di diverse interpretazioni dello stesso canto, da parte di attori e attrici dagli anni Cinquanta a oggi;
- la dizione del canto.
L’approccio è spiccatamente teatrale e mira a suscitare tra gli studenti il desiderio prima di ascoltare e quindi di dire Dante.
Sottolinea il regista e attore Alessandro Anderloni: «Stando a quanto scrisse il letterato e maestro di grammatica Moggio de’ Moggi a metà Trecento, Pietro Alighieri, figlio di Dante, leggeva la “Commedia” e il suo commento ai cittadini e alle cittadine di Verona in Piazza delle Erbe. Con l’iniziativa “Dire Dante” gli studenti e le studentesse si confrontano con l’ascolto, andando oltre le difficoltà della comprensione del testo, fidandosi e affidandosi a Dante, per farselo amico. L’impegno del Liceo Messedaglia è imponente e lungimirante perché saranno proprio i giovani i protagonisti di questo 2021. È nelle loro voci che le parole di Dante si caricano di verità e riescono a parlare ancora, dopo settecento anni, a ciascuno di noi».
Il Liceo Messedaglia non è nuovo a esperienze di ascolto e interpretazione teatrale del capolavoro di Dante. Nel 2015 il gruppo teatrale della scuola ha realizzato lo spettacolo “Comedìa” con un adattamento teatrale delle tre cantiche, che ha coinvolto più di quaranta studenti, andato in scena al Teatro Ristori con la regia dello stesso Anderloni e i costumi di Giovanna Ferrarese. Nel 2020, pur in pieno lockdown, l’istituto veronese ha voluto onorare il Dantedì con l’iniziativa on line “Dante a Mezzogiorno” curata dall’Associazione degli Italianisti che ha proposto un percorso di lettura da “Il canto di Ulisse” tratto da “Se questo è un uomo” di Primo Levi al canto XXVI dell’Inferno.
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