Rugiu: «A Verona la curva dei contagi comincia ad appiattirsi»
Anche il Veneto e Verona, così come tutta Italia vedranno l’entrata in vigore del nuovo dpcm prevista per il 24 di dicembre (fino a quella data, nella nostra regione, resterà in vigore l’ordinanza del governatore Zaia che prevede una fascia arancione “light” che vieta di sconfinare dal comune di residenza tra le 14 e le 22, se non per comprovate esigenze di lavoro, necessità o salute). Nel frattempo i contagi continuano a salire e in Veneto si è sforata la quota dei 100mila positivi attuali.
Ne abbiamo parlato con Carlo Rugiu, Presidente dell’ordine dei medici di Verona. «La situazione è stata critica nelle settimane scorse, nonostante l’aiuto importante che ci hanno dato l’amministrazione e le direzioni strategiche dell’ULS scaligera, dell’ULS9 e dell’azienda ospedaliera a Borgo Trento e Borgo Roma ampliando la disponibilità dei posti letto covid. Questo ha permesso di far fronte ad un numero sempre crescente di contagi che negli ultimi giorni incomincia ad appiattirsi».
«Unitamente al fatto che si sono resi disponibili posti letto in ospedale di comunità per i pazienti che richiedono un’assistenza meno importante, come quelli di Bussolengo e Marzana, insieme alla prossima disponibilità dei covid Hotel per quei pazienti positivi che non possono rientrare nelle loro abitazioni o che hanno bisogno di un periodo di convalescenza. Io credo che si incominci a vedere la luce in fondo al tunnel» continua.
Rugiu commenta anche la lettera inviata al governatore Zaia. «Ci tengo a dire innanzitutto che questa lettera, da me scritta, è stata firmata da medici ed infermieri perché in questa pandemia abbiamo lavorato fianco a fianco come non mai. Abbiamo sentito la necessità di un grido di allarme al Governatore perché ci venisse incontro con una chiusura. E in effetti c’è stato un segnale di risposta con una mini chiusura pomeridiana poi superata dalle misure governative».
«Se queste misure saranno sufficienti o meno lo diranno i dati epidemiologici a gennaio, io penso di sì. Queste chiusure però dovranno essere attentamente rispettate dai cittadini anche all’interno delle case – prosegue il medico – anche perché ricordiamo che viviamo in uno stato libero, nel quale ognuno di noi nella propria abituazione può fare quello che vuole. La polizia e le forze dell’ordine non hanno il potere di venire a controllare. Quindi ancora una volta sta ad ognuno di noi mettersi una mano sulla coscienza e rispettare tutte le norme prudenziali che vengono consigliate».
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Riguardo al mantenimento della zona gialla fino a questa settimana, Rugiu prosegue: «col senno di poi, vedendo i contagi, in tanti abbiamo pensato che sarebbe stato meglio essere in zona arancione o in zona rossa. Probabilmente una chiusura un po’ più anticipata sarebbe stata più utile, in maniera da arrivare al Natale più sereni. Tenga presente che questa è una coperta molto corta ma bisogna guardare in primis al problema sanitario. Se si risolve il problema sanitario questo avrà delle ripercussioni favorevoli anche a livello economico e permetterà di aprire le scuole in sicurezza».
Per quanto riguarda la variante “inglese” del covid il parere del medico sul vaccino rimane ottimistico. «Essa si caratterizza per una variazione della proteina spike la quale è una proteina di superficie che determina la contagiosità del virus, dai primi studi sembra che questa variante inglese non influisca sull’efficacia del vaccino. Per quanto riguarda invece l’efficacia del vaccino io mi auguro che un numero massiccio di italiani accetteranno e vorranno farsi vaccinare».
«Bisogna tenere presente che serviranno tanti mesi per raggiungere quel 70% di popolazione italiana, quindi all’incirca 45 milioni di italiani, per raggiungere l’effetto gregge. Per questo non dobbiamo aspettarci miracoli. Nel frattempo la ricerca medica continuerà a fare la sua parte, ricercando una terapia efficace nei confronti del covid» conlcude. «Io mi auguro che proseguendo su questi due binari, potremmo, verso la fine del 2021 o all’inizio del 2022 guardare con un certo ottimismo al futuro. In ogni caso tutto l’anno prossimo dovremmo continuare a convivere con questo virus, quindi continuare con l’utilizzo della mascherina, con l’igienizzazione delle mani, il distanziamento sociale e con tutto quello che implica, cosa che non è stata fatta l’estate scorsa».
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