Continua il maltempo sul Veneto
L’ondata di maltempo che sta colpendo il Veneto, e che ha già provocato gravi danni in varie aree della regione, continua a preoccupare, anche se le previsioni lasciano intravvedere un miglioramento.
Tra oggi e parte di domani il tempo resterà in prevalenza perturbato con precipitazioni diffuse a tratti moderate/forti con locali rovesci o isolati temporali e quantitativi in genere consistenti, localmente anche abbondanti sulle zone montane/ pedemontane orientali e sulla pianura/costa nord-orientale dove i fenomeni potranno risultare più persistenti. Nevicate in media oltre i 600/800 m sulle Dolomiti e intorno ai 900/1100 m sulle Prealpi. Tendenza a definitivo e generale esaurimento dei fenomeni dal pomeriggio/sera di mercoledì 09/12.
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Sulla base di questo quadro, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione Veneto ha emesso un nuovo bollettino, valevole fino alle ore 14 di giovedì 10 dicembre.

L’Allerta arancione (Stato di Preallarme) è dichiarata sui bacini idrografici Alto Piave, Piave Pedemontano, Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone, Basso Brenta-Bacchiglione, Livenza-Lemene-Tagliamento. Sugli altri bacini, lo stato di allerta scende a giallo (Stato di Attenzione).
Ieri sera ha scritto sui social il sindaco di Verona Federico Sboarina: «Oggi la situazione in città è migliorata anche grazie alle temporanee schiarite. A Verona il maltempo ha colpito meno rispetto al resto del Veneto, ma permane anche per i prossimi giorni lo stato di attenzione con allerta gialla decretato dalla Protezione Civile».
«Per questo, ho mantenuto la chiusura delle alzaie dell’Adige, e visto il peggioramento previsto per le prossime ore, invito comunque tutti alla prudenza».
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Acqua alta a Venezia
Venezia di nuovo alle prese con l’acqua alta, che oggi si è ripresa la città a causa del fatto che il Mose – che l’aveva difesa negli ultimi giorni – non è entrato in funzione. Piazza San Marco e il centro storico sono stati così allagati, con i soliti disagi per i negozianti.
Il centro maree, che aveva aggiornato in senso peggiorativo le stime del fenomeno in mattinata, prevede che la massima possa raggiungere i 135 centimetri. Ma non è escluso che la misura possa essere più alta, soprattutto a Chioggia.
«Perché oggi il Mose non è stato azionato? Siamo in una fase sperimentale, nella quale si alza quando c’è una previsione di 130 centimetri: l’allerta viene data 48 ore prima, per permettere non solo di emettere le ordinanze per la navigazione, ma anche per convocare le squadre operative» ha spiegato Cinzia Zincone, a capo del Provveditorato alle opere pubbliche del Nordest. (Ansa)
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