Editoria, Mieli (CIERRE Edizioni): «La crisi riguarda tutta la filiera del settore editoriale»

Solo biblioteche e librerie, ma l'intera filiera dell'editoria sta vivendo, in questi anni, una profonda crisi dettata da diversi fattori: la concorrenza dei colossi dell'ecommerce, l'avvento dei social e dei dispositivi di lettura come e-reader e tablet. In questi mesi, inoltre, ad aggravare la situazione è stata anche l'emergenza sanitaria. A vivere un momento di…

Solo biblioteche e librerie, ma l’intera filiera dell’editoria sta vivendo, in questi anni, una profonda crisi dettata da diversi fattori: la concorrenza dei colossi dell’ecommerce, l’avvento dei social e dei dispositivi di lettura come e-reader e tablet. In questi mesi, inoltre, ad aggravare la situazione è stata anche l’emergenza sanitaria. A vivere un momento di difficoltà sono stati anche gli editori, come ci ha confermato Maurizio Miele, presidente del Gruppo Editoriale CIERRE Edizioni.

«Marzo e aprile sono stati mesi abbastanza terribili perchè le librerie non recepivano e il canale di vendita era ostruito. – ha detto Miele – Velocemente ci siamo attrezzati per passare il maggior numero di libri in ebook, però i risultati non sono stati sufficienti a colmare il vuoto. Con l’estate, avendo noi in catalogo numerose guide escursionistiche, ci siamo avvantaggiati del cosiddetto “turismo di prossimità” e le vendite sono riprese: da un 30% di perdita nei primi mesi dell’anno, credo che alla fine arriveremo ad avere una perdita del 15%. Non è una cosa bella ma non è nemmeno tragica».

Sulla crisi del mondo dell’editoria: «È una crisi che riguarda tutta la filiera del settore editoriale, cominciando dalle librerie: hanno chiuso quelle di tradizione perchè circa il 20% del fatturato è stato drenato dalle vendite online, da Amazon, senza che le vendite crescessero. La cosa che è ancora da decifrare è che Amazon non agisce come le libreria, che erano corpi intermedi tra il lettore e le case editrici. Amazon è un muro incomprensibile: prende fatturato ma non si sa a chi vende, le richieste dei lettori, i feedback. In questo panorama le case editrici non hanno più riferimenti».

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Il digitale sarà quindi destinato a sostituire il cartaceo?: «Io porto un esempio: noi abbiamo un best seller in catalogo, che è “Sulla pelle viva” di Tina Merlin, sul disastro del Vajont. Nel 2013 c’è stato il 50° anniversario della tragedia e il libro ha avuto un ottimo successo. In cartaceo abbiamo venduto circa 10mila copie, di ebook ne abbiamo venduti 15. – ha spiegato Miele – La gente, che è interessata a consultare, rileggere, sottolineare il libro, privilegia sempre il cartaceo. Il problema è tra il libro è gli altri media, come Facebook, che attirano l’attenzione e assorbono la disponibilità della lettura deviandola altrove. Tutti quelli che avevano dato per terminato il cartaceo sono stati smentiti dai fatti».

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