Primo weekend di presidi in centro, il bilancio del sindaco

Si è concluso il primo weekend in città con il centro storico chiuso al transito per evitare assembramenti. Con la nuova ordinanza regionale che ha portato il Veneto in zona gialla plus, infatti, non è permesso ai cittadini passeggiare in centro, se non per recarsi nei ristoranti o nei negozi il sabato, mentre la domenica…

Si è concluso il primo weekend in città con il centro storico chiuso al transito per evitare assembramenti. Con la nuova ordinanza regionale che ha portato il Veneto in zona gialla plus, infatti, non è permesso ai cittadini passeggiare in centro, se non per recarsi nei ristoranti o nei negozi il sabato, mentre la domenica restano chiusi i punti vendita. In tutto sono 17 i varchi presidiati dalla polizia locale per monitorare gli ingressi. Una misura necessaria per contenere i contagi che crescono di giorno in giorno: in Veneto ricordiamo che abbiamo superato la quota di 100mila casi. A parlarci della situazione veronese e a tracciare un bilancio del primo fine settimana di chiusure è stato il sindaco di Verona, Federico Sboarina, intervenuto stamattina ai microfoni di Radio Adige Tv.

«Il primo weekend è andato bene. Sabato ci sono state persone, ma non come capita di solito in un sabato normale. Ieri ce n’era ancora di meno, perchè essendo chiusi tutti i negozi c’era meno gente. – ha spiegato il sindaco – Noi abbiamo fatto un presidio nei 17 varchi di accesso, più che altro un presidio informativo per comunicare alle persone che si avvicinavano al centro che la semplice passeggiata non era possibile. È stata più una presenza, che nel caso ci fosse stata tanta gente, avrebbe avuto una funzione anche di blocco. Visti i numeri tollerabili è andato tutto bene, anche e soprattutto perchè al di là delle ordinanze, chi ha risposto sono stati i cittadini che sono stati più attenti».

Sono però ancora in crescita i contagi in città, dove i positivi sono arrivati a quota 11mila: «La situazione sta ancora evolvendo in modo non positivo: il numero dei contagi sale, così come la saturazione degli ospedali. Ecco perchè si richiede una massima attenzione alla nostra comunità. – ha detto Sboarina – È chiaro che dal punto di vista economico tante attività commerciali sono in sofferenza e anche il fatto che il centro si sia molto alleggerito rispetto alle presenze degli altri weekend, ha un impatto negativo. Non dobbiamo dimenticare che tutto questo è generato da una situazione pandemica all’interno dei nostri ospedali che è sempre più in peggioramento. Siamo ancora tra le poche regioni gialle. Non so, a questo punto, quale sia la colorazione migliore, sia dal punto di vista della garanzia di basso livello di contagio, che della possibilità di ristorare le attività commerciali da parte del Governo».

È di ieri, invece, l’appello lanciato dai 98 sindaci della provincia scaligera per invitare i cittadini a prestare attenzione e a non abbassare la guardia: «Noi sindaci ci vediamo settimanalmente. Quell’appello è da giorni che continuo a farlo tramite i comunicati e i social e mi ha fatto piacere ieri che sia stato chiesto da parte di qualche sindaco di condividere un appello: intanto per far capire che c’è una squadra unita fatta di istituzioni che lavorano sul territorio, che rappresenta circa un milione di persone. Ci sono tanti sindaci che si stanno muovendo insieme per garantire la salute della comunità veronese. L’appello va proprio nella direzione di quel senso di responsabilità che io sto chiedendo da giorni. Anche con segnalazioni da fare attraverso i canali ufficiali, quando si vede qualcosa che non va. Perchè poi, quelle pochissime attività che non rispettano le regole creano un danno alle altre attività che vogliono restare aperte. L’appello nasce dal fatto che vogliamo trasferire quello di cui noi veniamo a conoscenza tutti i giorni, come la situazione nei nostri ospedali: forse c’è ancora qualcuno che non ha preso ben coscienza della situazione difficile che stanno vivendo i nostri ospedali e i nostri malati».

Sul periodo natalizio che si è aperto venerdì scorso con l’illuminazione dell’albero Bauli, Sboarina è chiaro: «Sarà sicuramente un Natale diverso e difficile. Ricordo che in un anno normale, il fine settimana scorso sarebbero iniziati anche i mercatini di Natale, che tante luci e tanta voglia di Natale hanno portato negli ultimi anni attirando nella nostra città milioni di persone. È chiaro che è un Natale diverso e anche più difficile, perchè anche dal punto di vista economico sono passati 12 mesi ma è come se fosse passata un’intera epoca storica, perchè quello che si è abbattuto sulla nostra comunità non ha eguali. Sarà un Natale che probabilmente dovremo vivere con ristrettissimi congiunti, anche se Natale vuol dire grandi tavolate e la voglia di stare in famiglia. Dobbiamo ringraziare Bauli che ogni anno mette a disposizione l’albero davanti a Porta Nuova e poi tanti altri all’interno della città. Noi metteremo le luminarie, che sono un investimento fatto negli anni, per dare un po’ di luce alla nostra città. Io spero che il Natale sia veramente quel momento forte dell’anno in cui magari chi ha di più si incontri con chi ha di meno e metta a disposizione qualcosa, perchè in questo momento c’è bisogno di tutti».

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