Grande Teatro e L’Altro Teatro tornano con gli spettacoli saltati causa Covid
Il teatro invernale riparte con il recupero dagli spettacoli saltati durante il lockdown. Da ottobre a dicembre, le rassegne Grande Teatro e L’Altro Teatro riproporranno gli appuntamenti in abbonamento che, a causa dell’emergenza sanitaria, non è stato possibile mettere in scena. “Antigone” con Sebastiano Lo Monaco e “Mine Vaganti” di Ferzan Ozpetek al Teatro Nuovo.
Così come i cinque titoli da recuperare al Camploy, tre di prosa, “Mcbettu” diretto da Alessandro Serra, “Le allegre comari di Windsor” con la regia di Serena Sinigaglia e “Sulla morte senza esagerare” del Teatro dei Gordi, e due di danza, “Callas” di Ersiliadanza e “Graces” di Silvia Gribaudi. Sempre al teatro di via Cantarane torneranno anche le compagnie amatoriali e professionali che non hanno fatto in tempo a portare gli spettacoli inseriti, fuori abbonamento, nel cartellone de L’Altro Teatro.
Le nuove programmazioni autunnali e invernali, dunque, partiranno proprio dal recupero della stagione 2019/2020 delle due principali rassegne teatrali curate direttamente dal Comune: Grande Teatro al Nuovo, realizzato in collaborazione con Fondazione Atlantide, e L’Altro Teatro al Camploy, insieme ad Arteven. Tutte le date verranno comunicate non appena saranno state definite anche le modalità di accesso agli spettacoli.
«E’ importante dare dei segnali concreti di ritorno alla normalità, riprendere da dove abbiamo lasciato» precisa l’assessore alla Cultura Francesca Briani. «Lo dobbiamo ai tanti lavoratori dello spettacolo, fortemente penalizzati dall’emergenza sanitaria, ma anche agli spettatori veronesi che amano andare a teatro».
«L’abbiamo fatto ad inizio estate, appena ci è stato consentito, scegliendo di riaprire il Teatro Romano per l’Estate Teatrale Veronese, con tutte le nuove disposizioni post Covid, lo facciamo ora riportando a Verona gli spettacoli saltati durante il lockdown» continua l’assessore. «In questo modo andiamo incontro ai numerosi abbonati impossibilitati a completare le stagione che avevano scelto di seguire e sostenere con grande affetto e partecipazione. È questo solo un primo passo in attesa di attivare, da gennaio 2021, tanti nuovi progetti, soprattutto nel segno di Dante e di Shakespeare».
«Certo le incognite sono numerose – le fa eco il direttore artistico del Comune Carlo Mangolini – e le sale al chiuso del Camploy e del Nuovo avranno una capienza ridotta almeno del 50 per cento. Ciononostante assieme ai nostri partner di progetto, Fondazione Atlantide e Arteven, e grazie al grande impegno degli uffici comunali, stiamo studiando le soluzioni migliori per rispondere alle esigenze degli abbonati, come pure, in base alle reali capienze disponibili, dei nuovi spettatori che vorranno seguirci scegliendo di rinnovare il rito di ritrovarsi a teatro».
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