Radio Taxi, Grigolato: «Taxi luogo sicuro, lo si usi per integrare servizi»
Tra i candidati al decimo premio Verona Network anche Radio Taxi Verona, la società cooperativa nata nel nel 1971 per creare e gestire anche a Verona una stazione ricetrasmittente per radiotaxi. Partiti con un semplice telefono, oggi Radio Taxi vanta un centralino elettronico collegato alle vetture con un sistema satellitare e permette di prenotare una vettura sia con una chiamata o un sms oppure utilizzando la app o un servizio web.
«Oggi abbiamo con noi quasi 200 tassisti – racconta il presidente di Radio Taxi Mirco Grigolato – e siamo una struttura relativamente complessa che si basa sul principio della cooperazione cercando di assistere sempre al meglio chi ne fa parte, sia dal punto di vista tecnico che amministrativo».
Parlare di taxi come mero strumento di trasporto è oggi limitante, racconta Grigolato, in quanto è un vero e proprio strumento sociale. «Molto spesso succede che dentro una vettura ci si raccontino storie, si canti, si vivano esperienze a 360° lasciandosi trasportare in giro per la città».
È tanta la voglia di ritornare a vivere queste esperienze, dopo mesi difficili in cui Radio Taxi ha toccato il suo minimo storico, complice la chiusura totale e il blocco del turismo. Il taxi, ci assicura Grigolato, è un luogo sicuro. «Quasi tutti i tassisti si sono sottoposti volontariamente al tampone, le vetture sono costantemente igienizzate, i tassisti hanno guanti e mascherina e molti hanno anche installato un divisorio tra l’abitacolo posteriore la parte anteriore. Ce la stiamo mettendo tutta».
Il futuro però è ancora incerto, con molti interrogativi in attesa di risposta. «Dovremo pensare a come faranno le persone a spostarsi quando riapriranno le scuole e si tornerà a lavorare nelle aziende – conclude il presidente di Radio Taxi Mirco Grigolato –, tenendo conto delle limitazioni circa i mezzi di trasporto pubblico, dovremo pensare a quanti e quali altri servizi non saranno accessibili e quali e quanti potremo integrare con il taxi. È un’operazione che dobbiamo fare assieme alla pubblica amministrazione e ad altre aziende che in questo momento si trovano ad avere necessità di un servizio di trasporto alternativo. Speriamo la situazione si smuova presto».
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