Polemica su Cibo. Tosi: «Esempio di doppia morale della sinistra»
Scoppia la polemica su “Cibo” (al secolo Pier Paolo Spinazzè), il writer veronese che da anni cancella le scritte d’odio dai muri di Verona. A una manciata di giorni dall’evento delle 6000 sardine a Verona, al quale l’artista aveva partecipato realizzando uno striscione, a tirarlo in ballo su Twitter è stata la giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli, che ha gettato su Spinazzè l’ombra dell'”hater”, pubblicando vecchi post del writer dove si leggono frasi scorrette e offensive.
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere Flavio Tosi, che ha ricordato anche gli insulti ricevuti dall’artista sui social network durante la sua amministrazione: «Cibo – dice Tosi – è l’esempio della doppia morale di una certa sinistra. Una sinistra radicale che predica tolleranza e rispetto, ma che poi fa esattamente il contrario. Al di là di certi epiteti contro il sottoscritto, è molto più preoccupante quanto scritto da Cibo sulle donne, tra pericolosi distinguo sul femminicidio e l’epiteto di “puttana” a una donna con la gonna troppo corta. Roba da medioevo. Per non parlare delle frasi antisemite contro lo Stato ebraico, con tanto di espressioni inquietanti come ‘sieg heil’, legate a un periodo buio della storia come il regime nazista. Una vergogna infinita».
«Purtroppo in certi settori della sinistra tolleranza e libertà sono concetti poco frequentati. Noi invece siamo liberali e rispettiamo anche chi non la pensa come noi – spiega Tosi – Si prenda il movimento delle Sardine, nelle piazze è scesa in gran parte gente di sinistra, quindi agli antipodi dal nostro modo di pensare, ma c’erano anche molte persone non schierate, ragazzi, lavoratori, commercianti, pensionati, tutti non ideologizzati. Credo dunque che tutte le piazze meritino un profondo rispetto, perché la massima espressione della democrazia è dare spazio proprio a chi non la pensa come te. Sarebbe auspicabile che anche certa sinistra rispettasse chi non la pensa come lei, ma purtroppo ancora oggi questo non succede, Cibo docet».
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