Trasporto Persone, Bellorio: «Finora nessun aiuto alle nostre imprese»
In una nota inviata alla redazione da parte di ConfCommercio Verona, si legge: «Le imprese del Trasporto Persone sono colpite in modo particolarmente duro dall’emergenza coronavirus e avvertono il rischio di non essere attentamente considerate, non essendo formalmente parte dei grandi comparti del commercio, del turismo e della produzione. Oltre tutto, come tutti sappiamo, il servizio del Trasporto Scolastico è un ramo importate e delicato del Trasporto Pubblico Locale, di fatto e giuridicamente, anche se comunemente in tale categoria non viene ricompreso».
La comunicazione prosegue sottolineando la mancanza totale di entrate dall’inizio della pandemia: «Le imprese sono ferme al 100% da fine febbraio: fermi i trasporti scolastici, le gite e i viaggi di istruzione il tutto fino a data da destinare, disdettati fino a fine stagione i servizi di trasporto turistico. Le commesse perse non sono recuperabili. Purtroppo allo stato attuale non è possibile fare un piano di ripresa in quanto tale settore viaggia di pari passo con i comparti dell’istruzione scolastica e del turismo, che brancolano nell’incertezza del futuro della pandemia. Le piccole imprese si trovano in grave difficoltà con la gestione del personale dipendente, e per la sussistenza stessa delle famiglie dei titolari, che vivono del lavoro nell’impresa».
Il Trasporto Persone chiede quindi delle misure precise, a sostegno del settore: «Volendo evitare che la situazione gravi ingiustamente in toto sull’impresa di trasporto, si chiede che, per la durata della sospensione dei Servizi Scolastici, venga quantomeno riconosciuto alle imprese del comparto un compenso rapportato ai costi residui delle imprese. Chiediamo inoltre che il comparto del Trasporto Persone sia esplicitamente inserito in tutti gli interventi previsti a sostegno del comparto del Turismo, nell’ambito dei provvedimenti emanati a sostegno delle imprese per l’emergenza Covid».
Nella nota si cita anche la questione relativa agli appalti: «L’associazione vuole inoltre ricordare che alcuni appalti di trasporto scolastico nel mese di giugno sono in scadenza e le aziende non hanno i fondi necessari per essere competitive in caso di un nuovo bando. Non vi è dubbio infatti che la situazione di gravissima crisi che stanno attraversando, in conseguenza alla nota emergenza sanitaria, impediranno alle stesse di partecipare al confronto concorrenziale e, qualora mai lo facessero, non riuscirebbero certo a garantire un’offerta tecnica di contenuto qualitativo elevato. A ciò si aggiungano pure le incertezze in ordine all’effettivo inizio dell’anno scolastico nel prossimo mese di settembre ed alle modalità di espletamento del servizio, ad oggi certamente non prevedibili».
«Se l’interesse pubblico alla selezione dell’offerente deve essere anche quello di ottenere il meglio per l’utenza servita, e ciò si concretizza anche con un servizio reso con mezzi nuovi, a basse emissioni, detto obiettivo non potrebbe certo realizzarsi nell’attuale fase di mercato, perché gli offerenti non sarebbero certo in condizioni di impegnarsi per l’acquisto dei mezzi e/o comunque per confezionare un’offerta tecnica di pregio. Nessun operatore economico infatti, alle prese con le ingenti perdite che sta subendo il settore del trasporto in genere, sarebbe in condizione di impegnarsi all’acquisto di mezzi nuovi od all’assunzione di personale necessario per l’espletamento del servizio, senza avere neppure la certezza sull’inizio del prossimo anno scolastico, sulla capienza dei mezzi e sulle eventuali misure che dovranno essere adottate per garantire il distanziamento tra gli utenti».
La richiesta dell’associazione è di garantire la proroga di un anno per gli appalti di trasporto scolastico.
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