Sboarina: «Sono passati 2 mesi dal primo caso di Covid»

Il sindaco ripercorre questi due mesi dall'andamento dei casi ai provvedimenti presi dall'amministrazione di concerto con la comunità scientifica locale.

Ieri sono stati due mesi esatti dallo scoppio della pandemia a Verona. I primi due casi di positività al Covid – 19, infatti, vennero rilevati la mattina di domenica 1 marzo. La progressione della malattia fu, inizialmente, piuttosto lenta per poi conoscere una rapida esplosione.

Il 12 marzo erano stati rilevati 150 contagi, ma tra il 16 e 17 marzo si passò molto velocemente da 481 positivi ai 784 del 20 marzo, fino ai 1046 del 22. In pratica, un progressivo raddoppio dei contagi. Di pari passo sono andate le ordinanze del sindaco per far fronte al progredire dell’epidemia. Sono state ordinanze più restrittive rispetto ai provvedimenti nazionali.

Il 23 febbraio, infatti, il sindaco decise la chiusura di asili e materne, con le altre scuole già chiuse per carnevale, fino al mercoledì delle Ceneri. Risale all’11 marzo il provvedimento per imporre lo stop ai banchi alimentari dei mercati, al 12 quello che consente l’utilizzo gratuito degli stalli blu e al 16 marzo l’ordinanza che vieta l’uso delle panchine e stabilisce la chiusura di parchi, aree verdi ed alzaie. Infine, è l’ordinanza del 20 marzo che decreta lo stop a Verona anche alle attività motorie.

A due mesi circa di distanza, lunedì entreranno in vigore le nuove disposizioni governative, i veronesi potranno tornare a frequentare parchi e aree verdi, che saranno riaperti, e andare a trovare i propri congiunti, anche al di fuori del Comune di residenza.

Queste possibilità si sommano alla libertà, già autorizzate dalla Regione nei giorni scorsi, di fare movimento all’interno del proprio Comune o di utilizzare il servizio take away di ristoranti ed esercizi. Rimangono chiuse, invece, le aree giochi attrezzate per i bambini, come espressamente stabilito dal Dpcm.

«Nelle settimane di marzo – ha detto il sindaco Sboarina – ho assunto provvedimenti che, inizialmente, erano più restrittivi di quanto prevedevano i Dpcm, ma che, nel giro di pochi giorni, venivano confermati a livello nazionale. A Verona abbiamo anticipato molte decisioni: per primi abbiamo optato per la chiusura dei mercati, vista l’allora impossibilità di garantire le distanze di sicurezza, di chiudere i parchi o abbiamo introdotto il divieto di fare sport».

«Nel giro di poco tempo, le stesse norme comportamentali sono state introdotte su tutto il territorio italiano. Faccio notare che queste ordinanze sono sempre state contestualizzate rispetto a quanto la comunità scientifica locale indicava e nel rispetto di quelle analisi. Sono stati due mesi duri che hanno stravolto le abitudini della nostra comunità. Ma i veronesi hanno capito l’importanza di combattere insieme il virus, è anche grazie al loro senso di responsabilità se la curva si è abbassata. Da parecchi giorni la linea del contagio è notevolmente diminuita e questo è un dato positivo. Tuttavia, ritengo che, proprio in virtù della nuova fase che stiamo per affrontare, l’uso obbligatorio della mascherina vada mantenuto. Ho già preparato l’ordinanza in tal senso, ma per evitare sovrapposizioni attendo di vedere se ci saranno provvedimenti da parte della Regione. Mascherina, guanti o gel igienizzante, sono quegli strumenti che ci garantiscono protezione. Indossarli è un comportamento acquisito da tutti e, quando si esce di casa, ci permettono di farlo in sicurezza. Per questo ritengo che debbano essere resi obbligatori, per una migliore tutela di ciascuno».

Ieri sera, in piazza Erbe, il sindaco Sboarina ha ricevuto dal presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena un documento con le richieste e le proposte dei commercianti veronesi al governo. La piazza, illuminata anche dalle candele, è stata il teatro del flash mob ideato da Confcommercio, con il quale gli esercenti hanno chiesto alle istituzioni un piano concreto di sostegno.

«Ieri sera – ha detto il sindaco – ho ricevuto simbolicamente le istanze di Confcommercio e ho già assunto l’impegno concreto, assieme agli altri sindaci veronesi, di portare le richieste dei nostri commercianti sul tavolo del governo perché è oggettivo che si tratta di una categoria che, in questo momento, è in grande difficoltà. Si tratta di attività che non possono ricominciare e che chiedono certezza nei tempi e nei protocolli per poter riaprire e andare avanti».