«Se mi fai qualche sgarro, ti taglio le mani e le gambe e ti costringo su una sedia a rotelle». È questa una delle tante minacce che Alberto Signorato, veronese di 25 anni, proferiva nei confronti della fidanzata, una ragazza italiana di 21 anni di origine magrebina conosciuta tre mesi fa sui marciapiedi della stazione di Porta Nuova.

È qui che la ragazza si prostituiva già da qualche mese. Quella che sembrava però una storia a lieto fine, con un giovane cliente che si dichiarava innamorato di lei, si è tramutata in un incubo. Frequenti erano le intimidazioni e le violenze fisiche, calci e pugni, che il ragazzo sferrava nei confronti della giovane, considerata un oggetto di proprietà.

Signorato l’aveva costretta anche a creare una sorta di società i cui proventi dell’attività meretricia, all’inizio al 50 per cento, sarebbero andati all’uomo. Stanca però delle continue vessazioni, la donna si è fatta coraggio e, con la complicità degli uomini della Questura di Verona, si è presentata in un bar in zona Stadio dove il giovane la stava aspettando dopo insistenti e continue chiamate al telefono.

All’arrivo al punto concordato la ragazza è stata presa da tergo e minacciata nuovamente. I poliziotti a quel punto sono riusciti a fermarlo, arrestandolo in flagranza con l’accusa di sfruttamento della prostituzione. Dopo la convalida dell’arresto, Signorato è stato rimesso in libertà con l’obbligo di dimora nel comune di Verona e di firma giornaliera in Questura. Il giudice ha emesso anche un’ordinanza restrittiva nei suoi confronti: Signorato non potrà avvicinarsi a meno di 500 metri dalla ex fidanzata.

La ragazza si trova ora in una comunità protetta.

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