Pozzi: «La sfida da vincere è il cambiamento culturale»

Cristina Pozzi, Ceo e cofounder di Impactscool, ci ha spiegato come alla base dell'innovazione sia necessario in primis un cambiamento culturale, che faccia capire come la tecnologia sia naturale in quanto prodotto dell'uomo e sia destinata a essere sempre più parte della nostra vita.

Tema del giorno di oggi le start up e l’innovazione: due parole che rimandano ad un futuro dinamico, ricco di nuove idee e giovani. Secondo quanto riportato dal Ministero dello Sviluppo Economico le start up attive in Italia sono quasi dodicimila: a trainare questo comparto è la Lombardia. Anche in questo settore le donne fanno sentire la loro voce: a parlarci di innovazione questa mattina su Radio Adige TV è stata Cristina Pozzi, CEO e cofounder di Impactscool.

«ll termine innovazione, naturalmente, riguarda anche il settore dell’educazione e dell’insegnamento – spiega Cristina – le sfide sono sempre tantissime e sono relative soprattutto a un cambiamento culturale, che deve partire dalle radici dell’educazione e che ci serve per comprendere meglio il mondo in cui viviamo oggi, in continuo cambiamento e avanzamento sul fronte tecnologico. Questo cambiamento culturale è fondamentale per farci diventare cittadini più consapevoli, più responsabili e quindi più liberi».

«Al di là dell’ambito scolastico, dobbiamo ricordarci che lo strumento della tecnologia è un nostro prodotto, un prodotto dell’uomo: per questo è qualcosa di assolutamente naturale, quindi aspettiamoci di integrarla sempre di più nella nostra quotidianità, sarà sempre più permeante sia a casa sia nel lavoro».

Per quanto riguarda lo stereotipo sul rapporto “negativo” tra donne e tecnologia, Cristina Pozzi sottolinea: «questo è uno di quei punti su cui bisogna attuare quel cambiamento culturale di cui parlavo prima. Oggi viviamo in un mondo in cui meno donne rispetto agli uomini lavorano in settori scientifici-tecnologici, un mondo di questo tipo non ci dà degli esempi, dei modelli; pertanto le nostre bambine e ragazze sin da piccole imparano inconsciamente che certi ruoli e attività sono più facilmente svolte da uomini. L’effetto che i modelli propinati hanno su di noi è potentissimo e non deve essere sottovalutato. Dobbiamo imparare a raccontare bene il mondo che ci circonda, per non limitare le possibilità che abbiamo a quelle attuali».