È tempo di alzare il sipario in Arena per Notre Dame De Paris, che trasporterà gli spettatori nella Parigi del 1482 dal 3 al 6 ottobre, portando sul palco il grande classico della letteratura francese nato dalla penna di Victor Hugo. La storia di un amore disperato e impossibile, quello di Quasimodo per Esmeralda, personaggi che prenderanno vita grazie alle interpretazioni di Giò di Tonno ed Elhaida Dani, sulle note di Riccardo Cocciante.

«È una storia che ha per luogo Parigi nell’anno del Signore, Millequattrocentottandue, storia d’amore e di passione, e noi gli artisti senza nome, della scultura e della rima, la faremo rivivere da oggi all’avvenire». Così si apre “Il tempo delle cattedrali”, testo emblema di Cocciante che suggella l’obiettivo dello spettacolo: dare una nuova forma a un’opera popolare con una lunga tradizione europea alle spalle, quella del dramma in musica, che si fonde con il carattere moderno proprio dei concerti dei giorni nostri.

Dopo i quattro giorni areniani, lo spettacolo, prodotto dai visionari David e Clemente Zard, con le liriche di Luc Plamondon tradotte in italiano dal poeta e paroliere Pasquale Panella, proseguirà in tournée nelle città di Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Torino, Roma, Genova, Eboli, Reggio Calabria, Catania e Ancona.

«Riccardo Cocciante è l’anello di congiunzione tra la musica, così definita, “leggera”, “popolare” – ha detto Gianmarco Mazzi, responsabile degli eventi extra-lirica in Arena, parlando del valore aggiunto che il celebre cantautore porta a Verona con questa straordinaria opera – e la musica classica, la lirica cui viene sempre attribuita una certa nobiltà. Lui si colloca a metà fra questi due mondi ed è capace di unificarli».

«Sarà la mia prima esibizione sul palco dell’Arena – ha aggiunto Elhaida Dani, la cantante che vestirà i panni di Esmeralda – e poterlo calcare proprio grazie a Notre Dame De Paris è una grande emozione. Sono un po’ intimorita, a dire il vero, però abbiamo provato molto, con impegno, quindi non vedo l’ora».

«Ciò che aspetto con ansia – ha concluso Cocciante – dallo spettacolo, è percepire l’amore del pubblico, che si mescola sempre con quello che noi cerchiamo di dare quando siamo sul palcoscenico».