Infermieri di rianimazione: «Dove sono le premialità?»

Oggi nel piazzale Aristide Stefani una rappresentanza del personale infermieristico dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha voluto ringraziare con una manifestazione, organizzata dal sindacato Uil Fpl e svoltasi nel rispetto delle regole, i colleghi impegnati in prima linea nelle rianimazioni per la lotta al Coronavirus.

Non solo un modo per dire «grazie», ma anche e soprattutto un’occasione per protestare contro la mancata assegnazione ai 63 infermieri della rianimazione A e delle Terapia Intensiva Neurochirurgia 2B delle premialità stanziate dalla Giunta regionale, chiedendo quindi un nuovo tavolo di confronto per la revisione delle risorse economiche a disposizione.

«Il personale infermieristico della Rianimazione A e della Terapia Intensiva Neurochirurgia 2B ha contribuito attivamente a contrastare la prima ondata di emergenza epidemiologica e stanno anche in questo momento, con la loro professionalità e dedizione, fronteggiando la seconda fase emergenziale di Sars-Cov-2. Molti di loro, 63 infermieri, sono stati esclusi dalla premialità prevista dalla DGR n. 646 del 22 maggio 2020» si legge nella nota inviata da Uil Fpl.

«In quell’occasione la Giunta della Regione Veneto ed il governatore Luca Zaia avevano stanziato importanti risorse economiche per remunerare il personale del Comparto Sanità Regionale per l’impegno e la professionalità dimostrata  durante l’emergenza epidemiologica di marzo scorso. L’Aoui ha deciso di non premiare il personale che ha intubato, stabilizzato e trasportato i pazienti nei reparti Covid!» prosegue il comunicato. 

«La Uil Fpl fin da subito ha fatto presente l’errore applicativo dell’accordo sindacale, ma la Direzione dell’Aoui non ha mai dato riscontro delle nostre istanze e non è la prima volta che accade» la critica avanzata dal sindacato. «L’Organizzazione Sindacale Uil Fpl ha portato l’intera vicenda innanzi il Prefetto di Verona tentando una conciliazione: in quell’occasione l’Aoui ha ritenuto di proseguire con la propria interpretazione restrittiva senza ascoltare la voce dei lavoratori. Con grande senso di responsabilità gli infermieri hanno deciso di non procedere con lo sciopero perché il momento non lo permette; ora sono impegnati giorno e notte con turni di 12 ore continuate ad assistere e salvare i nostri cari, i nostri amici ed i nostri conoscenti».