Impresa Salus, Frasca: «Muoverci d’anticipo sul virus è stata la nostra fortuna»

In vista della 10ª edizione del Premio Verona Network, dedicato alle persone e alle aziende che fanno grande Verona, l'intervista a Vincenza Frasca, Responsabile finanziario di Impresa Salus, candidata nella categoria Impresa.

«Impresa Salus nasce circa 44 anni fa. Nei primi anni Settanta gli ospedali per effettuare le pulizie dei reparti cominciarono ad affidarsi ad azienda esterne: i miei genitori furono tra i primi a Verona ad aprire un’attività per offrire questo servizio di pulizia industriale all’interno di strutture sanitarie. Nel corso degli anni siamo entrati in azienda anche io e i miei fratelli e ci siamo resi conto che il solo servizio di pulizia non fosse sufficiente, così abbiamo pensato di implementare un servizio di global service. Concretamente, significa che, ad esempio, in una casa di riposo svolgiamo anche servizi di lavorazione dei pasti, lavanderia e assistenziale con figure qualificate, erogando appunto un servizio “globale”. Io mi occupo principalmente di bilanci e controllo di gestione dei conti, insieme ai miei fratelli. Oltre a questo ho anche l’onore di rappresentare la mia categoria a livello nazionale come Presidente di Confimi Industria».

«In quanto azienda di multiservizi all’interno di strutture ospedialiere l’emergenza sanitaria è stata davvero dura. Avevamo due grandi preoccupazioni: da un lato salvaguardare la salute dei dipendenti, dall’altro continuare a erogare il nostro servizio. Pertanto, dovevamo formare il personale però con l’impossibilità di creare assembramenti. Quello che ci ha salvato, voglio sottolinearlo, sono stati i dispositivi: quando a fine gennaio si parlava dei due cinesi ricoverati a Roma, abbiamo subito capito che il rischio di un’emergenza era alto; quindi, abbiamo fatto un grosso investimento e comprato quanti più dispositivi possibili. Questa ci ha permesso di arrivare al 9 marzo attrezzati al meglio, mettendo in sicurezza i nostri dipendenti dalla testa ai piedi: abbiamo fornito loro di calzari, tute, visiere, mascherine, guanti. All’inizio, quando le Regioni erano a corto di mascherine, noi ne avevamo a disposizione 50mila: abbiamo fatto donazioni a clienti che erano in difficoltà».

«La nostra paura era quella di essere lasciati dal personale, nel caso in cui non fossimo stati all’altezza con i dispositivi di sicurezza, cosa che avrebbe comportato mancanza di assistenza ad anziani e malati. Cosa che, grazie alla previsione fatta, non è successa. Abbiamo anticipato la cassa integrazione e siamo stati loro vicini umanamente, dando anche qualche incentivo, senza badare assolutamente al bilancio».

«Continueremo a puntare sulla formazione del personale. La sanificazione, per esempio, non è affatto semplice: si utilizzano prodotti come ipoclorito di sodio, etanolo o perossido di idrogeno che devono rispettare in percentuale la circolare ministeriale 5443, quindi il personale deve essere formato. Abbiamo inoltre deciso di intraprendere la certificazione Ecolabel, finalizzata al rispetto dell’ambiente: questo è il valore da perseguire per salvaguardare noi stessi e ciò che ci circonda».