Fondazione Aida, Sartori: «La nostra estate dal vivo, nei luoghi della bellezza»

In vista della 10ª edizione del Premio Verona Network, dedicato alle persone e alle aziende che fanno grande Verona, l'intervista a Leonardo Sartori, direttore organizzativo di Fondazione Aida.

«Fondazione Aida insiste sul territorio di Verona da più di trent’anni – ci racconta Leonardo Sartori, direttore organizzativo della Fondazione – e si occupa di programmazione e produzione teatrale, abbiamo cominciato al Teatro Filippini, ora invece siamo al Teatro Stimate. Principalmente proponiamo il teatro per ragazzi, dalla prima infanzia fino all’adolescenza. D’estate superiamo i confini cittadini e ci estendiamo anche ai comuni limitrofi, con un calendario pensato proprio per i mesi estivi; d’inverno anche per il Teatro Scuola. Oltre a questo Fondazione Aida si occupa anche di promozione della lettura, con una miriade di progetti che riguardano anche la nostra produzione artistica in prima persona come Pino Costalunga».

«Da oltre vent’anni con Sorsi d’autore e da una quindicina con anche altre iniziative organizziamo incontri letterari con gli autori, affrontando temi culturali e di attualità e con Sorsi d’autore anche temi dell’enogastronomia e del turismo. Ampliando lo sguardo all’Europa, siamo leader di alcuni progetti che riguardano sempre il linguaggio teatrale, come il progetto Rights For Kids per la piattaforma Creative Europe, sospeso per l’emergenza ma che riprenderà sicuramente a settembre. Abbiamo partner in Grecia, Serbia, Repubblica Ceca. L’obiettivo principale è ovviamente la promozione culturale. Con l’emergenza Coronavirus il comparto culturale, insieme a quello turistico, ha vissuto un pesante “stop”: penso anche alle fiere, in particolare a Vinitaly e Vinitaly in the city, con cui collaboriamo proponendo delle pillole di Sorsi d’autore all’interno della kermesse. È un tessuto articolato e interconnesso quello che mette insieme il mondo culturale con il mondo produttivo e di promozione del territorio; l’uno è al servizio dell’altro».

«Abbiamo cercato anche durante il lockdown di mantenere una stretta connessione con il nostro pubblico, con le famiglie, con i ragazzi. Quindi abbiamo proposto letture con interazione, sfruttando quello che, fortunamente, la tecnologia ci mette a disposizione. Non possiamo, tuttavia, prescindere dalle attività in presenza, dal vivo: il teatro non può esistere se non ci sono le condizioni per stabilire quell’alchimia magica che si crea solo quando c’è un pubblico e uno spettacolo dal vivo»

«Siamo riusciti anche quest’anno a proporre La città dei ragazzi, una rassegna che proponiamo da una decina d’anni a forte Gisella. Quest’anno, inoltre c’è una novità: un’unione d’intenti con l’Estate Teatrale Veronese, a cui abbiamo solitamente preso parte con delle produzioni in differenti luoghi, questa volta un po’ in periferia, al Forte Gisella appunto. Un segnale forte, per sottolineare che noi ci siamo. Il calendario annovera otto titoli, a partire dal 2 luglio fino al 20 agosto. Alla base delle nostre scelte e proposte, poniamo sempre il criterio di qualità, sia che si tratti di una produzione interna sia esterna, e di capacità di dialogare con il pubblico; cerchiamo di evitare forme di autoreferenzialità».

«Tengo sempre ben distinta l’attività teatrale dal vivo dalle nuove piattaforme digitali, che tuttavia non voglio criticare, anzi, nel momento di necessità le abbiamo utilizzate come neofiti e ne facciamo una virtù, perché potrebbero diventare qualcosa di importante all’interno delle proposte culturali della Fondazione come un percorso parallelo a quello teatrale. Mi ricollego a un format che ho citato all’inizio, Sorsi d’autore, realizzata con l’Istituto regionale Ville Venete e la Regione: è una rassegna che svolgiamo proprio nelle ville, nei luoghi della bellezza, con delle visite guidate. Ovviamente era un’iniziativa che organizzavamo in presenza, con un percorso di degustazione di prodotti legati ad eccellenze del territorio e, alla sera, un incontro con un ospite importante del panorama culturale. Quest’anno, alla luce di quello che abbiamo vissuto con l’emergenza sanitaria e con le misure cui dobbiamo sottostare, pensavamo che sarebbe stato complesso gestire il format come di consueto, pertanto abbiamo deciso di sfruttare le possibilità offerte dai podcast: proporremo quindi il medesimo appuntamento, con quattro diversi podcast a partire dal 22 luglio. Il nostro conduttore sarà ancora Luca Telese e accompagnerà i visitatori nelle ville, Villa Contarini, Villa Venier, Villa Cortellina e Villa Badoer, in un modo un po’ speciale, proprio con lo strumento dei podcast. Tra gli ospiti, Ema Stokholma, Lodo Guenzi e parte dello Stato Sociale, Gianrico Carofiglio e il rugbista Braam Steyn».