Flora Brunelli, l’amore custodito nei fogli di carta

La molteplicità delle funzioni che si attribuiscono alla scrittura è cosa ben nota: scrittura come mezzo d'espressione dell'Io, come strumento d'indagine del mondo che ci circonda, come testimonianza storica. Abbiamo parlato di tutte queste proprietà dello scrivere con Flora Brunelli, che per passione riserva, nella vita, un posto speciale a questa attività.

Flora, ci racconti l’origine dell’amore per la scrittura: come è nato?

«Io non mi definisco una scrittrice, non lo sono: quella per la scrittura è una passione che ho da sempre, sin da quando ero bambina. Posso dire che è nata con me. Ricordo molto bene quando, a scuola, durante la lezione di italiano, la docente ci assegnava un tema e avevo così tanto da raccontare che non i fogli a disposizione non erano mai abbastanza».

La sua passione si è concretizzata, nel corso degli anni, con la pubblicazione di due opere: la prima,”Il coraggio di cambiare”, per cui ha optato per la modalità del self-publishing; la seconda, edita invece da Infoval, dal titolo “Le pieghe del tempo” è una vera e propria ricerca. Qual è il background dei suoi due lavori?

«Nei primi anni Duemila ho sentito la necessità di compiere un passo avanti, sfidando me stessa con qualcosa di più impegnativo: la realizzazione di un libro. In mente avevo già gran parte della trama, così cominciai a scrivere e a ogni riga pensavo a possibili arricchimenti per la mia storia. Al centro del romanzo le vicende di una donna che, dopo aver vissuto un episodio oscuro, supera gli ostacoli che ne derivano improvvisandosi detective e affrontando un percorso di rinascita personale. Riuscire a completare l’opera è stato per me un grande traguardo. Ho inviato il romanzo a numerose case editrici, ma le proposte di pubblicazione erano insoddisfacenti: per questo motivo ho optato per il self-publishing».

«Qualche anno dopo questa prima esperienza nelle vesti di scrittrice, ho deciso di impegnarmi di nuovo, ma trattando un argomento completamente diverso: la storia del mio paese, Cerro, raccontata con un linguaggio semplice e adatto a tutti. A Cerro Veronese ci sono molte attività commerciali antiche, con una tradizione alle spalle che risale al 1800, che hanno visto susseguirsi da allora varie generazioni: è proprio alla storia di queste botteghe che ho voluto dedicare il mio secondo lavoro letterario. Essendo nata e cresciuta in paese, tutti mi conoscevano molto bene, per questo è stato facile contattare e intervistare le famiglie che svolgevano quelle attività: è stata un’indagine a tutti gli effetti. Dopo una lunga ricerca, ho portato a compimento anche questo secondo libro, edito da Infoval: sono grata al giornalista e direttore di Pantheon Matteo Scolari per essersi, inoltre, reso disponibile a moderare la serata di presentazione a Cerro».

«La realizzazione della mia seconda opera, però, è stata possibile solo grazie alla generosità e all’appoggio dei miei compaesani, che hanno creduto in me e nel valore del mio progetto: quando decisi di mandarla in stampa, pubblicai su un gruppo Facebook la storia della mia ricerca sulle botteghe, l’impegno con cui avevo lavorato e il sogno che volevo rendere realtà, ovvero la pubblicazione, chiedendo consigli e sostegno. In appena quindici giorni raccolsi quasi la metà della cifra che mi serviva per stampare. Rimasi senza parole».

La sua ricerca è diventata sicuramente un prezioso patrimonio per la comunità di Cerro. Sappiamo che, dopo questo trionfo, ne sono sopraggiunti degli altri, proprio quest’anno e durante il complesso periodo di lockdown: le è stata comunicata la vittoria di un concorso letterario indetto a Bassano del Grappa e anche la selezione di un suo racconto per un’antologia che contiene le riflessioni sull’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus.

«Esatto, proprio durante il lockdown mi hanno comunicato queste due splendide notizie. Ultimamente ho scritto parecchi racconti, così ho provato a partecipare a qualche concorso, tra cui appunto “Voci Verdi” di Bassano: il 10 maggio la presidente del concorso mi ha telefonato per dirmi che avevo vinto il primo premio. È stata una grande emozione, faticavo a crederci, perché i partecipanti al concorso erano stati oltre trecento. La premiazione, a causa del Covid, è stata posticipata al 25 ottobre: non vedo l’ora di andarci».

«Qualche settimana fa, inoltre, mi è arrivata via mail la comunicazione che il mio racconto era stato selezionato per la creazione di un’antologia dedicata al periodo di emergenza che abbiamo vissuto e che stiamo tuttora vivendo. In questo secondo concorso non erano previsti vincitori, ma semplicemente venivano raccolti i migliori testi per la pubblicazione del volume. Posso dire, dunque, di aver vissuto nell’arco di breve tempo una doppia emozione».