Federico Girotto: «Lifestyle e green sono le chiavi per una ripresa enocentrica»

Abbiamo intervistato l'AD di Masi Agricola S.p.a., eccellenza veronese nel mondo, per fare chiarezza sullo stato di salute del comparto del vino: export, quotazioni in borsa e nuovi progetti per la ripresa

di Erika Funari

Quello del vino è un comparto che ha subito un forte scossone a causa della pandemia ma che sta affrontando questo momento di ripresa con slancio positivo. Il mercato interno ha subito una pesante battuta d’arresto soprattutto in relazione all’Ho.Re.Ca; tuttavia, i dati internazionali risultano attenuati: secondo le stime Istat, l’export ha subito un calo del 3,4% nel corso del 2020, un decremento moderato per il vino tricolore se paragonato ad altri settori fortemente fiaccati.

Ne abbiamo parlato con uno dei fiori all’occhiello della produzione vitivinicola, un’eccellenza veronese nel mondo: Masi Agricola S.p.a. rappresentata dall’amministratore delegato Federico Girotto.

 «Masi Agricola è un’azienda molto antica e nasce nel 1772 quindi il prossimo anno festeggerà 250 anni. E’ una delle aziende storiche per la produzione di Amarone ed è conosciuta in 140 Paesi nel mondo. La nostra impronta vinicola è espressiva delle Venezie che, talvolta, vengono declinate in modo non convenzionale come nella nostra tenuta argentina. Inoltre, la società dal 2015 è quotata in borsa».

Come avete affrontato il 2020?

 «E’ stato un anno complesso impattato dalla pandemia ma Masi Agricola ha adottato una strategia di focalizzazione su prodotti strategici. La nostra distribuzione non si limita alla rete Ho.Re.Ca, quella che ha subito più limitazione durante lo scorso anno, bensì è diversificata geograficamente e dal punto di vista tipologico. Seguendo il flusso economico di canali differenti è stato possibile attutire i danni. Naturalmente abbiamo fatto ricorso agli ammortizzatori sociali cercando di supportare la base occupazionale dell’azienda».

Perché gli investitori hanno fiducia nei progetti di Masi Agricola?

 «Gli investitori hanno fiducia perché costatano come elemento centrale dei progetti di Masi Agricola la presenza di uno schema strategico costruito su tre pilastri: la ricerca di una crescita organica mediante l’individuazione di mercati a elevato potenziale; ampliamento della nostra carta vini con nuovi marchi e prodotti come ‘Fresco di Masi’, l’originale concept appena sbarcato sul mercato. Infine, la terza colonna progettuale è la Masi Wine Expericence: un’insieme di iniziative che hanno come obiettivo avere un contatto sempre più diretto con il consumatore finale coinvolgendolo in vere e proprie esperienze come l’apertura di location mono marca. La prospettiva è quella di un coinvolgimento gustativo ma anche culturale e valoriale attraverso la conoscenza dei prodotti, della filosofia e dell’antica tradizione della famiglia Boscaini».

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Qual è l’attuale situazione del mercato in Italia e all’estero?

 «Il mercato, ad oggi, sta attraversando una fase di maggiore omogeneità rispetto lo scorso anno ma ancora non siamo tornati a pieno regime. Per effetto dei piani vaccinali, grazie alla maggior consapevolezza e al rispetto delle regole di profilassi, è possibile rintracciare una ripresa: una fiammella che deve essere alimentata per ripristinare un completo stato di salute del comparto vitivinicolo. Grandi aspettative sia da parte dei consumatori che del mondo del business insieme a un atteggiamento di cautela, fanno ben sperare in un progressivo miglioramento».

Renzo Rosso reinveste nel Gruppo Masi: un traguardo importante che suscita qualche preoccupazione?

 «Il fatto che Renzo Rosso insieme al suo family office, Red Circle Investments, abbia raggiunto il 7,5% del capitale di Masi e sia entrato di recente nel nostro consiglio di amministrazione, per noi è motivo di piacere in quanto attesta un importante apprezzamento per l’azienda, il suo brand e le sue progettualità. Non è una fonte di preoccupazione ma di opportunità».

Quali sono le strategie per la ripresa e i progetti futuri?

 «I progetti di Masi non conoscono battute di arresto. Lo scorso anno abbiamo intrapreso una ristrutturazione del canale distributivo in Germania e negli Stati Uniti dove il nostro team sta studiando delle route to market innovative per l’inserimento in nuovi spazi di mercato. Inoltre, siamo ancora in fase di lancio del nostro concept ‘Fresco di Masi’ che sta già dando degli ottimi feedback: il concetto di spremuta d’uva racchiude un significativo slancio qualitativo e un’importante impronta di sostenibilità. Crediamo in questo prodotto e siamo convinti che possa aggiungere un significato ulteriore e diverso al consumo del vino. Infine, nel solco della Masi Wine Experience, siamo impegnati nell’apertura di un nuovo locale monomarca a Monaco di Baviera a insegna ‘Masi Wine Bar Munich‘, ubicato nella centralissima Maximilianstrasse, prestigiosa via del lusso internazionale, presso il noto address ‘Campari Haus’. Un importante passo in avanti per un ambizioso progetto che prosegue nella sua crescita, vantando oggi, 7 location. Il marchio Masi rimane enocentrico arricchendosi di significati ulteriori sempre più lifestyle nel suo naturale completamento».

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