Si è svolta stamattina all’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar una conferenza stampa dedicata al radiofarmaco Lutathera, un farmaco oncologico innovativo, per la cura dei tumori che hanno origine dal tessuto neuroendocrino, con cui sono stati trattati già due pazienti.

L’Ospedale in provincia di Verona è il primo e unico dei tre Centri in Veneto autorizzati dalla Regione per la prescrizione e la somministrazione ad aver avviato il trattamento. Gli altri due centri prescrittori e somministratori sono lo Iov di Padova e il “dell’Angelo” di Mestre.

«I Centri prescrittori e somministratori sono stati individuati in base alla presenza di requisiti fondamentali per l’erogazione di questo trattamento – ha detto il dottor Mario Piccinini, amministratore delegato dell’Ospedale di Negrar aprendo la conferenza stampa di questa mattina -. Il “Sacro Cuore Don Calabria” è dotato di competenze professionali relative a questi tipi tumori (oncologiche, chirurgiche, di medicina nucleare, radiologia interventistica) e di dotazioni tecnologiche necessarie per l’impiego di questo farmaco».

«Questo farmaco è una nuova possibilità terapeutica per i pazienti affetti da tumore neuroendocrino che già sono stati trattati con gli analoghi della somatostatina – ha sottolineato la dottoressa Stefania Gori, direttore dell’Oncologia medica -. In Italia si stima che i pazienti che possono effettuare questo nuovo trattamento sono circa 2700 l’anno. Queste forme di tumori neuroendocrini hanno un’incidenza molto inferiore rispetto alle forme classiche di adenocarcinomi e, inoltre, hanno un’evoluzione molto lenta, che può durare decenni».

«A Negrar la diagnostica di tumori neuroendocrini da 6/7 anni è caratterizzata dallo studio di circa 600 pazienti all’anno – ha specificato il dottor Matteo Salgarello, direttore di Medicina Nucleare e Terapia Radiometabolica – e alcuni di questi hanno indicazione a questo nuovo trattamento con il Lutathera. I risultati che si possono ottenere sono rilevanti, in particolare il tempo libero della malattia è superiore rispetto a quello che viene ottenuto con altri farmaci ed è significativa anche la riduzione di mortalità rispetto alle terapie in uso. Il paziente ha pochi effetti collaterali ed è seguito da un gruppo interdisciplinare. La somministrazione avviene per via endovenosa e dura circa 30 minuti, cui seguono due ore di trattamento di copertura per eventuale tossicità renale».

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