Il calendario dell’Arena Opera Festival prosegue con un appuntamento imperdibile: domenica 11 agosto sarà la volta dei Carmina Burana di Carl Orff, uno spettacolo che quest’anno sarà impreziosito dal grande Maestro Ezio Bosso come direttore d’Orchestra e Coro, per la prima volta sul palco areniano.

Un debutto assoluto, quello del direttore, compositore e pianista, che condurrà un repertorio tra i più trascinanti ed evocativi del panorama classico, amatissimo dal grande pubblico e che venne presentato in Arena nel 2014 e nel 2015. Domenica approderà arricchito dello straordinario carisma del Maestro Bosso, che ha preparato con estrema cura e amore la sua entrata in scena sul palco areniano. Insieme a lui, delizieranno e incanteranno gli spettatori le voci del Soprano Ruth Iniesta, del Controtenore Raffaele Pe e del Baritono Mario Cassi, oltre che il doppio Coro di voci bianche, composto da più di sessanta bambini, A.d’A.MUS, diretto da Marco Tonini, e A.LI.VE diretto da Paolo Facincani.

«La musica rappresenta il mio percorso artistico – ha spiegato il Maestro Bosso – e in questo ci sono anche i Carmina Burana, ci sono come ogni partitura che ho vissuto e che è la risultante di un misto tra pancia, cuore e testa. Orff non sapeva, quando compose i Carmina Burana, che sarebbe stato così amato e difeso dal pubblico, lui ha solo creduto in quello che faceva, nella sua musica. Ed è proprio questo il bello: non hanno importanza le conseguenze, la musica si fa perché si ama».

«Verona per me ha un significato speciale – ha aggiunto – perché mia mamma si rifugiò in questa città nei tempi bui della guerra e se non ci fosse stata Verona a difenderla, io non sarei qui oggi».

Ezio Bosso si trova in città già da più di una settimana, una scelta che sposa la sua filosofia della “necessità di tempo”. Per il Maestro è fondamentale avere abbastanza tempo per instaurare un rapporto empatico con i suoi colleghi e con l’ambiente in cui si trova a lavorare. Ha voluto sottolineare che «la musica ha bisogno di tempo, così come ne hanno bisogno le persone per conoscersi, per affezionarsi. Questo fa parte anche del mio mestiere, partecipare alla vita sociale significa onorare l’onore che ti viene fatto, di poterti esibire nel teatro più bello, più grande, più antico del mondo».

 

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