CASA CATTOLICA, fermare la svendita

Oltre ai soci, alle imprese, alle istituzioni e alla società civile, CASA CATTOLICA, con il sostegno del candidato alla Presidenza della Regione Veneto, Arturo Lorenzoni, e di Michele Croce, unisce tutto l’arco istituzionale dei partiti a difesa della compagnia veronese.

Oltre alla lega di Zaia, anche il centro sinistra in pista per fermare la svendita di Cattolica votata solo dal 5,31% dei soci.

Sono solamente 988 su 18 600, pari al 5,31%, i soci di Cattolica Assicurazioni che hanno votato a favore dell’aumento di capitale lo scorso 27 giugno. Tutti questi, inoltre, non erano ancora a conoscenza del fatto che la compagnia, in seguito a quel voto, avrebbe rischiato di essere svenduta a Generali.

Per questo, a poche ore dal termine delle operazioni di voto previste per martedì 28 luglio, continuano le iniziative di CASA CATTOLICA per fermare la svendita della compagnia.

L’impugnazione al Tribunale di Venezia, che ha fissato la data per la discussione dell’impugnazione dell’assemblea di aumento di capitale il prossimo 17 agosto, è solo l’ultima iniziativa della rete a difesa di Cattolica Assicurazioni, che si è già attivata, oltre che con un esposto alla CONSOB, con un’interrogazione parlamentare.

Continuano nel frattempo le adesioni di importanti rappresentanti delle istituzioni territoriali per bloccare la svendita di Cattolica Assicurazioni.

Nelle ultime ore hanno aderito a CASA CATTOLICA anche il candidato del Centro Sinistra alla Presidenza della Regione Veneto, il professor Arturo Lorenzoni, che ha rimarcato il rischio di impoverimento del Veneto con la perdita della sua ultima istituzione finanziaria, e Michele Croce, già past President di AGSM.

Nei prossimi giorni, lo stesso Croce formalizzerà la sua adesione al Patto di Sindacato “LE API”, uno degli enti fondatori di Casa Cattolica, tra i più attivi per bloccare la svendita al colosso triestino.

A tale proposito, il Gruppo Dirigente del Patto di Sindacato “LE API” è a dichiarare quanto segue: «In riferimento alla prossima assemblea del 31 luglio (dove si potrà votare solo telematicamente entro il 28 luglio, ndr), il Patto di Sindacato ribadisce la propria assoluta contrarietà a un’operazione conclusa con le tenebre della notte, dai contenuti assolutamente penalizzanti per Cattolica Assicurazioni. Per questo il Patto si ergerà a difesa dei livelli occupazionali, dell’autonomia dei quadri agenziali, del mantenimento del core business e dell’eventuale insorgenza di patti a latere al momento non noti».

Sulla stessa linea la presidentessa del Patto Paola Boscaini: «Trovo poco etico aver riportato nel nuovo statuto in votazione il 31 luglio parte degli accordi con Generali senza che i soci ne fossero informati. In particolare, se un player acquisisse, prima di aprile 2021, il 20,01% delle azioni, come si distribuirebbero gli incarichi in Consiglio e le presidenze dei Comitati di gestione e di remunerazione?», si domanda Boscaini.

Con l’entrata del candidato del Centro Sinistra alla Presidenza della Regione Veneto Arturo Lorenzoni e di Michele Croce, co-fondatore, nei primi anni Duemila, di Apaca, la prima associazione di soci di Cattolica Assicurazioni, nella rete dei soci e delle istituzioni che intendono difendere Cattolica, praticamente tutti i partiti politici hanno manifestato la propria solidarietà e contrarietà ad una spregiudicata operazione finanziaria, dalla dubbia trasparenza, che mette a repentaglio la figura dei 18 600 soci, i quali rischiano dal 1° agosto l’estinzione. Inoltre, anche il rischio di trasferimento e ridimensionamento dei 1800 dipendenti e dei 1400 agenti rappresenterebbe un grave danno economico per il territorio.

A denunciare il rischio di impoverimento del territorio, si sono susseguiti nelle ultime settimane tutti i principali protagonisti dello scenario economico, politico, sociale e istituzionale del territorio veneto-lombardo. Tra questi, per la politica, l’On. Paolo Paternoster (Lega), che ha presentato nei giorni scorsi l’interrogazione parlamentare, l’Eurodeputato Paolo Borchia (Lega), l’On. Alessia Rotta (PD), l’On. Diego Zardini (PD), il segretario provinciale di Forza Italia e sindaco di Bosco Chiesanuova Claudio Melotti, il Sindaco di Grezzana Arturo Alberti, i consiglieri regionali Stefano Valdegamberi e Orietta Salemi, il Segretario cittadino della Lega Nicolò Zavarise, il Presidente di “Famiglia è Futuro” Filippo Grigolini, il Consigliere di circoscrizione e Presidente Pro Loco Verona Marco Rigo… Questi alcuni dei rappresentanti politici che hanno mostrato il loro sostegno a difendere la società veronese.

Grande soddisfazione del coordinamento di CASA CATTOLICA anche per i positivi riscontri del progetto CATTOLICA 1896 con la presentazione alla comunità finanziaria di un piano industriale 2020-2024, con grande creazione di valore per i soci e per il territorio. Allo stato attuale sono già tre le soluzioni sul tavolo di CASA CATTOLICA di partner finanziari per sostenere il piano di sviluppo. Grande attenzione viene posta anche sulle future scelte di Berkshire, la società controllata da Warren Buffet che già lo scorso 27 giugno aveva votato contro l’aumento di capitale.

Per informare correttamente i soci sulle corrette operazioni di voto, continua nel frattempo l’attività degli uffici di CASA CATTOLICA che saranno aperti fino a martedì 28 luglio. Purtroppo, sono all’ordine del giorno le richieste di aiuto, per completare le procedure di voto, dei soci, giovani e meno giovani, storditi dagli oltre 26 fogli ricevuti a casa nella busta con le modalità di voto.

Visto quanto sopra e in relazione anche all’impossibilità di nominare dei propri rappresentanti nella fase di scrutinio, per verificarne la validità, in relazione ad un corretto e serio dibattito in presenza tra i soci e in relazione alla prossima udienza del 17 agosto, che potrebbe dichiarare nullo l’aumento di capitale, CASA CATTOLICA è a ribadire la necessità di posticipare l’assemblea straordinaria del 31 luglio.