Campedelli: «Il sogno di quartiere è arrivato in serie C»

La Virtus Verona celebra quest'anno i cento anni dalla fondazione, avvenuta nel 1921 a Borgo Venezia. Nel 2020 si è destreggiata tra le difficoltà causate dall'emergenza sanitaria e ora si trova all'undicesimo posto della classifica del girone B. A fare il punto sullo status della squadra scaligera è Diego Campedelli, direttore generale della società.

Diego Campelli, direttore generale della Virtus, ha raccontato ai microfoni di Radio Adige TV la sua esperienza nella società, iniziata prima di ricoprire l’attuale incarico.

«Sono diventato direttore nel 2017 ma facevo parte della società già nel 2014, l’anno della serie C2, quando Gigi Fresco mi ha aveva chiesto di dare una mano nell’organizzazione del team. Nel 2016 poi Mirko Zatachetto ha lasciato il ruolo di direttore per questioni personali: da allora ho preso in carico la direzione rossoblu. Siamo riusciti a compiere un grande passo avanti, con il passaggio da serie D a serie C. Ora siamo ancora in fase evolutiva, cerchiamo sempre di fare il meglio possibile con le nostre risorse».

«Il traguardo della serie C ha comportato uno sforzo notevole, perché oltre ai risultati del campo ci sono anche quelli che derivano dalla gestione della società, destreggiandosi tra equilibri economici, bilanci e previsioni per il futuro. L’anno più complesso è stato il primo, perché quando arrivi in una realtà nuova, come quella della Lega pro, devi ambientarti il prima possibile sia a livello sportivo sia finanziario».

Per quanto riguarda le difficoltà affrontate durante l’emergenza sanitaria, il direttore sottolinea come quest’estate sia stato «necessario ridimensionare le nostre capacità economiche, quindi abbiamo puntato sui ragazzi più giovani, provenienti da categorie inferiori; è stata una scommessa. Fino ad ora siamo contenti dei risultati in campionato, puntiamo alla salvezza, abbiamo perso qualche punto per strada ma aver lanciato tanti giovani, che non avevano mai giocato in serie C, è un fattore che ci dà soddisfazione. I risultati derivano dal merito e dalle capacità dei ragazzi, nostro per averli selezionati e dello staff tecnico che li prepara mettendoli a proprio agio».

Tra gli obiettivi per il futuro anche il passaggio in serie B: «Nel calcio come nella vita non bisogna mai smettere di sognare, però bisogna anche tenere i piedi ben saldi per terra sapendo che per arrivare a certi risultati dietro ci deve essere una struttura importante. Chiaro che il nostro obiettivo è riuscire a far parlare di noi, di come una società di quartiere è stata capace di arrivare alle vette del calcio italiano. Ora ci concentriamo però sul mantenere la nostra categoria e stabilizzarci».