Alla scoperta della Bassona con lo storico Francesco Castioni

Uno dei luoghi meno conosciuti di Verona ma con un'affascinante storia tutta da scoprire. Tra chiesette, edifici rurali e corti agricole la Bassona si rivela un'importante testimonianza che affonda le sue radici nel Medioevo

Oggi siamo alla scoperta di Bassona, una frazione veronese poco conosciuta ma ricca di storia, in compagna di Francesco Castioni.

Storico dell’arte e guida turistica, è l’accompagnatore perfetto di questo appuntamento tra le bellezze di Verona: «Fin dal Medioevo, la Bassona, è una delle zone a vocazione agricola ma sicuramente la più difficile da coltivare all’interno della vasta provincia perché, geologicamente, si adatta poco ad essere antropizzata. Il terrone è duro e ricco di sassi visto che è una delle ultime propaggini dei rilievi morenici del Lago di Garda che ha trascinato i detriti scavati nell’arco delle varie glaciazioni».

Corte rurale della Bassona, secondo le fonti è l’edifici più antico della zona rurale

«Oggi è una zona prevalentemente industriale ma anche all’epoca era sede di grandi e profonde attività portando allo sviluppo delle cosiddette corti rurali -spiega Francesco Castioni-: autentici avamposti produttivi autosufficienti situati in aperta campagna e resi riconoscibili dalla tipica torre colombaia. Per dare un’idea di come fosse scandito l’andamento produttivo, è stato stimato che con 30-40 chili di sementi piantati nella zona della Bassona si potevano ricavare circa 90 chilogrammi di grano, 200 nelle stagioni piovose; oggi, con le attuali tecnologie, se ne ricavano 2mila. Clamorosamente, nonostante lo scarso raccolto e la difficoltà della coltivazione, la Bassona è tradizionalmente una zona ad alta produzione agricola la cui campagna è punteggiata da corti rurali».

«La maggior parte di queste corti rurali non ha una struttura troppo ricca e è molto lontana dallo stile decorativo, si presentano a livello estetico in modo coerente alla loro vocazione produttiva e agricola. Altra residenza meritevole di approfondimento è Ca’ dell’Albera, risalente al Medioevo: secondo le fonti è stata costruita intorno al 1100, nel momento in cui la città di Verona si sta ripopolando velocemente. In espansione e alla ricerca di nuovi territori, è andata a ripulire una zona boscata nei pressi del centro storico. Da qui il nome Albera»

Ca’ dell’Albera, sorta nel 1100 da una zona precedentemente ricca di alberi e boschi

«A caratterizzare questi edifici rurali la mancanza di zone di rappresentanza e dedicate al piacere di vivere in villa, al contrario di quanto avviene nelle zone tipicamente cittadine dove le residenze dei signori sono sfarzose e lussuose -conclude Francesco Castioni, storico dell’arte e guida turistica- . Proseguendo l’esplorazione delle corti rurali della Bassona, con il contributo del presidente del Circolo Noi della Bassona, Virgilio D’addio, andiamo alla scoperta della chiesetta della Corte Sant’Agata. E’ uno degli edifici più antichi della Bassona e al suo interno troviamo delle interessanti testimonianze: campeggia un altare barocco con sopra una pala dedicata a sante monache e frati, ciò fa pensare che anticamente fosse sede di un monastero. La chiesetta è una chicca da conoscere e si inserisce perfettamente in un complesso di edifici regalando un fascino immutato nel tempo amplificato dal contrasto della violenta industrializzazione degli anni ’80».

Interno della chiesetta della Corte Sant’Agata, probabilmente antica sede di un monastero