100 anni di Virtus, Cazzola: «Orgoglioso di partecipare alla storia della società»

Il centrocampista della Virtus Verona, Riccardo Cazzola, è intervenuto su Radio Adige Tv per parlarci del futuro della squadra di calcio veronese augurandole, per i suoi 100 anni, di proseguire sul percorso professionistico intrapreso con la promozione in Serie C nel 2018.

La Virtus Verona, la squadra di calcio scaligera guidata da Gigi Fresco, quest’anno festeggia i 100 anni dalla fondazione. La Virtus, che nel 2018 è stata promossa in Serie C, ha una storia lunga che parte nel 1921 da Borgo Venezia, tuttora sede ufficiale della squadra. Negli anni, chiaramente, la società è cresciuta e, a dare una scossa ai rossoblu, a partire dal 1982 è stato proprio Gigi Fresco, che quell’anno diventa presidente e allenatore della Virtus, incarico che tuttora ricopre. Nel 2020, nonostante le difficoltà, la squadra veronese ha proseguito per la sua strada e ora si trova all’11 posto nella classifica del Girone B, con l’ultima partita giocata lo scorso 9 gennaio finita in pareggio contro la Fermana. A parlarci del futuro della squadra e del percorso fatto finora è stato Riccardo Cazzola, centrocampista della Virtus Verona.

Iniziamo dal Campionato. Come sta andando, al netto della pandemia, la stagione? Abbiamo visto tanti pareggi…

Ormai siamo giunti al giro di boa e il bilancio è sicuramente positivo, perchè la squadra è stata rimaneggiata rispetto allo scorso anno: ci sono stati molti innesti, molti giovani ed esordienti in categoria. I punti che abbiamo li abbiamo conquistati e probabilmente ne meriteremmo qualcuno in più per le prestazioni che siamo riusciti a fare.

Che squadra è la Virtus Verona?

La Virtus, dal primo istante in cui sono arrivato, mi ha colpito per quanto ci sia di famiglia nella società. La cosa che colpisce è la gestione famigliare: non ci sono prime donne, regna l’umiltà e la serietà e ognuno riesce ad esprimersi al 100%. Credo sia la forza della squadra.

Tu hai militato per qualche anno anche in Serie A con l’Atalanta e da un paio di anni sei ritornato nella tua città, a Verona. Com’è tornare alle proprie radici dopo una carriera ai vertici?

Il mio è stato un percorso particolare, perchè l’ultima volta che ho giocato a Verona è stato quando avevo 17 anni, prima che la mia carriera nel professionismo iniziasse. Arrivarci a 33 anni è la fine di un cerchio, ma credo che sia una tappa importante della mia carriera, perchè stiamo facendo un campionato importante in Serie C e sono veramente orgoglioso di poter partecipare alla storia di questa società.

Passiamo a Gigi Fresco, che tipo di allenatore (e presidente) è?

Gigi è uno di noi, una figura unica nel calcio. Fa parte dello spogliatoio e cerca di avere un rapporto che va oltre il campo, ci tiene al gruppo e vive il calcio così. La storia di questa società è interpretare il calcio a livello famigliare.

Cosa ti aspetti da questo 2021 per il campionato e per la Virtus?

Nel 2021 speriamo di raggiungere il prima possibile il nostro obiettivo: la salvezza. Poi serve consolidare una realtà così nel calcio professionistico e restare in un campionato importante come quello di Serie C per qualche anno. Aver la possibilità di ripetere questo campionato anche l’anno prossimo deve essere il nostro primo obiettivo.

E cosa c’è, invece, nel tuo futuro?

Io vado avanti di partita in partita. Il mio obiettivo è quello di fare un altro anno nel calcio professionistico e poi, in accordo con la mia famiglia, abbiamo deciso di andare a vivere in Sardegna. Pensarci adesso, però, è prematuro. Abbiamo tanti obiettivi da conquistare e la concentrazione va alla partita di domenica contro Modena.

Qual è l’augurio che ti senti di fare alla squadra per questi 100 anni, che speriamo possiate festeggiare come si deve al più presto?

Spero che la squadra possa proseguire in questo percorso. Io mi sono fatto raccontare da Gigi la storia della Virtus e l’augurio è che la realtà continui a consolidarsi e, magari, tra qualche tempo, che possa ambire a categorie superiori.