Un convegno con i GAL per sostenere la montagna

VERONA – I GAL, Gruppi di azione locale, della montagna veneta sono capofila di un progetto unico e innovativo su tutto l’arco alpino. È quanto emerso al convegno «Montagna Veneta 2020: il percorso di condivisione a un anno dall’avvio» cui hanno partecipato Stefano Marcolini, Presidente del GAL Baldo-Lessinia, Andrea Bassi, consigliere della Regione Veneto, Riccardo Molignoni in rappresentanza della Provincia Autonoma di Trento, Flamino Da Deppo, Presidente GAL Alto Bellunese, rappresentante per i GAL della Montagna Veneta e Tavolo partenariato PSR Veneto FEASR 2014-2020, Andrea Crescini, Presidente GAL GardaValsabbia e Attilio Tartarini, Presidente GAL Valtellina, coordinatore GAL Lombardi.

Il protocollo «Montagna 2020» è stato siglato circa un anno fa a Pedavena (BL) dai GAL della montagna veneta, ossia GAL Alto Bellunese, Baldo-Lessinia, Prealpi e Dolomiti, Montagna vicentina e Uncem, l’Unione che raggruppa le 19 comunità montane e i 171 comuni montani. Il patto «Montagna 2020» ha lo scopo di proporre un eventuale sottoprogramma da inserire nel Programma di sviluppo rurale della Regione Veneto 2014-2020. Il protocollo prende origine dalla strategia dell’Unione Europea che ha individuato 11 obiettivi tematici che sintetizzano le priorità politiche concordate tra l’Europa e gli Stati membri. A questo si devono aggiungere i risultati di un questionario inviato a 43 associazioni economiche, 19 comunità montane e 60 enti pubblici che hanno dato le loro indicazioni, oltre a un’attività di ascolto delle necessità e delle idee degli stakeholders dei GAL.

«L’incontro di oggi» ha detto in apertura Stefano Marcolini «è l’occasione per parlare di montagna, di sviluppo dell’imprenditoria anche giovanile, di finanziamenti e di ciò che noi GAL della montagna veneta abbiamo fatto durante quest’anno. Si è trattato di un lavoro intenso ma costruttivo per arrivare a tracciare linee di riferimento per la Regione Veneto e per l’Europa. Il tavolo di lavoro odierno è importante perché rappresenta un confronto con altre realtà montane che, pur avendo caratteristiche diverse, hanno necessità comuni. E’ positivo incontrarci per lavorare insieme al fine di raggiungere idee progettuali per la macro regione alpina».
Andrea Bassi, nel portare i saluti di Franco Manzato, assessore all’agricoltura della Regione Veneto, ha letto una considerazione dell’assessore per la giornata dei lavori: «Un ringraziamento agli organizzatori di questo incontro per l’occasione che ci viene offerta di ragionare insieme sulla nuova programmazione comunitaria dei prossimi sette anni. Europa 2020 parla di una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. Queste tre priorità sono in fondo anche le nostre priorità, sia per il Veneto che per la montagna. Nel PSR 2014 -2020 lanceremo la sfida ai territori: date prova di sapervi organizzare rispetto al tema dello sviluppo, della sostenibilità, dei servizi, della diversificazione economica. Datevi obiettivi concreti e concentrate le risorse su un’Agenda territoriale locale, con obiettivi sfidanti, misurabili, concreti. Le esperienze dei GAL soprattutto quelli di montagna, da questo punto di vista sono buone basi di partenza, ma si può fare molto di più, in questi territori, per la vitalità economica complessiva e per un comparto, quello agro-forestale, che ha buone potenzialità, ma non le sta sviluppando a pieno, soprattutto perché questa economia non è ben integrata con gli altri settori in primis con l’economia turistica.»

«Quanto abbiamo realizzato quest’anno» ha precisato Flaminio Da Deppo «è stato un percorso lungo e impegnativo. Non abbiamo lavorato per i GAL ma per il territorio montano e le sue componenti socio-economiche. La fase di ascolto del territorio da parte di tutti i GAL della montagna veneta ci ha permesso di arrivare in tempo e preparati quando la Regione Veneto ha chiesto al partenariato di interloquire. Così noi abbiamo portato la voce del territorio. La seconda fase del nostro lavoro è confluita in un “position paper”, un documento di circa 200 pagine che sarà presentato pubblicamente a gennaio 2014. Qui abbiamo confluito una fotografia della montagna veneta realizzata attraverso un’analisi statistica di dati (Istat) comuni ai territori montani e un’analisi SWOT dei punti di forza e di debolezza. Una volta individuati i fabbisogni specifici del territori montani abbiamo indicato una strategia di sviluppo per il 2014 ».
«I territori montani lombardi» ha affermato Andrea Crescini «guardano con grande attenzione al contributo dei GAL della montagna veneta alla costruzione della nuova programmazione e alle proposte per il migliore utilizzo dei fondi europei per lo sviluppo rurale. È fondamentale che questa iniziativa non rimanga isolata, ma che trovi un importante completamento anche nelle altre realtà regionali appartenenti alla macroregione alpina Nel laboratorio territoriale della montagna gardesana sono stati condivisi alcuni dei contenuti e delle attività di “Montagna Veneta 2020”, da qui nasce pertanto lo stimolo di coinvolgere anche la Regione Lombardia».
Dello stesso parere è stato anche Attilio Tartarini che ha evidenziato come l’iniziativa dei GAL della montagna veneta sia importante e innovativa, riconoscendo un ruolo centrale al dialogo e al confronto tra i GAL e la Regione Veneto.

La Redazione